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Stay Woolish…Stay LEFRAC. Vi racconto la storia di Lidia e dei suoi accessori.

19 Apr

Ogni volta che una bella storia intreccia la mia strada provo sempre una grande emozione, molto di più se sono storie di donne imprenditrici e sopratutto di Mamme che hanno saputo reinventarsi dopo la maternità.
Perché chi lo dice che una mamma alle prese con pappe pannolini e lavatrici non può più lavorare? Una bella testimonianza è quella di Lidia Giuliani, che dalla maternità ne ha fatto un punto di forza e non di demerito, decidendo di intraprendere la vita di imprenditrice, mettendo su delle collezioni di borse e accessori in feltro e chiamando il progetto LEFRAC,  l’insieme delle iniziali dei suoi gioielli Leonardo, Francesca e Claudia. Abruzzese di origine, dopo essersi laureata a Bologna in Lingue e Letterature straniere comincia a lavorare nel settore dei servizi, da li a poco tempo trova l’amore, si sposa e mette su famiglia. Diventa mamma nel giro di poco tempo di tre splendidi bambini, che le riempiono la vita di esperienze e gioie meravigliose ma allo stesso tempo le fanno prendere la decisione di ritirarsi dal mondo lavorativo perché diventare madre richiede tante energie, tempo, forza e pazienza.

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Lidia Giuliani – LEFRAC

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I feltri

Così nei pomeriggi passati a inventare giochi, storie, forme, e colorare album, Lidia comincia a pensare che forse potrebbe essere il momento giusto di cominciare una nuova avventura e rimettersi in gioco. Quei pomeriggi passati a giocare e a conoscere materiali nuovi come il feltro, le danno la giusta ispirazione per il suo nuovo progetto che da li poco prende vita. Con i suoi bambini ha imparato ad usare il feltro in mille modi e complice un bagaglio culturale fatto da un papà tuttofare e una mamma creativa a tutto tondo. Il primo prototipo viene creato nel giro di poco tempo e in quel preciso istante nasce LEFRAC. Lidia passo dopo passo con delle semplici forbici da taglio e la macchina da cucire della nonna, crea i primi modelli, all’inizio per parenti e amici e successivamente per il pubblico mettendoli in vendita. Da subito ha capito le potenzialità della sua idea e delle sue borse in feltro, con il quale è stato amore a prima vista. Riesce così a farsi conoscere e identificare, e a far capire l’anima nobile di questo materiale,  composto da lana, con il quale è possibile creare accessori dall’alto valore estetico. LEFRAC ha una forte identità, uno stile riconoscibile, un prodotto Made in Italy molto bello e soprattutto di alta qualità.

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Lidia durante la preparazione dei cartamodelli

Ovviamente la sfida è stata quella di far apprezzare il feltro da sempre ritenuto un materiale povero, renderlo elegante, semplice e ovviamente alla moda. Lidia ha allestito un laboratorio sotto casa sua, e da li si occupa praticamente di tutto. Inanzitutto della ricerca dei materiali dei feltri alti, bassi, dei colori. La progettazione viene fatta esclusivamente da lei, dopo un attenta ricerca delle forme e del design da seguire, cercando ispirazione da tutto ciò che la circonda, e ovviamente la produzione è tutta nelle sue mani, disegna progetta taglia cuce e si occupa della vendita e ne cura al minimo ogni singolo dettaglio.

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Particolari

Le produzioni Lefrac sono minimaliste, essenziali, rispecchiano in pieno la semplicità dei materiali. Sono collezioni genuine, lineari, moderne nei tagli e uniche nel loro genere. Sono accessori da indossare tutti giorni, hanno un anima è un carattere molto definito. Sono avvolgenti. Sono collezioni per chi non si arrende per chi ha il coraggio di mettersi nuovamente in gioco e di inseguire i propri sogni, a chi è capace di trasformarsi e prendere nuove forme. Come il feltro, duttile ma forte, capace di adattarsi ad una seconda vita con la morbidezza intrinseca della lana. Tutto questo è Lefrac tutto questo è Lidia con la sua famiglia. Brava Lidia in bocca al lupo!

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Quando eco-sostenibile diventa moda e fashion? Vi racconto la storia di Marta e delle sue borse in legno OOD.

17 Mar

Quando la moda può veramente definirsi eco-sostenibile? Essere riconosciuta veramente cruelty free, nel rispetto di animali ambiente e lavoro? Ultimamente la tendenza a mettere Bio davanti ad ogni tipo di prodotto, sta diventando frequente, ma poi in verità quanto bio c’è in ogni prodotto e in ogni processo di lavorazione? Ho l’immenso piacere di raccontarvi la storia di Marta e della sua azienda che utilizza il legno per produrre borse e accessori alla moda. Marta Antonelli, romana e anima vegetariana, diplomata allo IED in Fashion shoes and Accesoires, ha messo su la sua azienda per dare vita a collezioni di borse e accessori del tutto naturali. L’idea di lavorare con materiali come la pelle e cose similari, andava contro ogni suo principio, mentre la voglia di dare vita ad un brand totalmente eco-sostenibile invadeva la sua mente. Così 4 anni fa insieme al padre ha creato e brevettato Ligneah, un materiale composto da un sottile strato di legno accoppiato al cotone, ponendo così le basi di questa bellissima realtà. Ci sono voluti circa sei mesi di progettazione per ottimizzare il lavoro e arrivare al prototipo definitivo che viene usato attualmente.

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Marta e il suo Papà insieme hanno fondato la loro azienda

E cosi dopo la laurea e grazie ad ad una fiera del settore nella moda eco-sostenibile a Milano ‘ So Critical so Fashion’,  Marta presenta la sua prima collezione che da subito riscontra un notevole successo di pubblico e di critica, e che  confermato immediatamente l’eccezionalità dell’idea dimostrandosi vincente.
Nel giro di breve tempo la sua azienda prende più sostanza e prende sempre di più il volto di Marta e ne rappresenta la sua etica, il suo rispetto incondizionato verso l’ambiente e verso gli animali, rappresenta la sua speranza che questo mondo possa migliorare e che  tutti i suoi sogni si possano avverare. I prodotti oltre ad essere totalmente cruelty free, hanno la certificazione Animal free dalla LAV, quindi privo di materiali di origine animale, è totalmente sostenibile e inoltre da poco hanno ottenuto la certificazione FSC ovvero Il marchio del Forest Stewardship Council (FSC) indica che il legno impiegato per fabbricare un prodotto certificato proviene da una foresta correttamente gestita secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Proprio per avere zero impatto sul territorio hanno stretto un accordo con Tree Nation dove per ogni prodotto venduto, pianteranno un albero nella nostra foresta, in Dosso Niger. Considerando che per realizzare 400 borse utilizzano un albero e ne ripiantiamo 400 , immettono nell’ambiente il 400% in più di alberi. E a definire tutto è che ogni prodotto è completamente bio degradabile.

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Tutto viene fatto internamente, Marta ha un’equipe di cui si fida ampiamente che si occupa di fare ricerca, sperimentazione attraverso dei macchinari studiati appositamente per questo tipo di lavorazione. La produzione è in continua crescita e le competenze acquistate dalle singole risorse, sono per Marta la certezza che il lavoro svolto sia un ottimo lavoro, oltre ad essere la garanzia della qualità dei suoi prodotti. Tutti gli accessori prodotti sono frutto di lavorazioni autentiche, artigiane, eseguite con massima precisione e scrupolo, rispettando tutti gli standard e  le caratteristiche di un prodotto eseguito a mano con passione e rispetto per il lavoro stesso. Sono ovviamente collezione inimitabili e di grande impatto. Ovviamente a supervisionare tutto ha il suo papà che oltre ad essere un valido supporto e sopratutto la sua spalla destra ed è ovviamente l’uomo di fiducia. Marta lavora sia per la sua linea OOD,che per conto terzi, e sviluppa prototipi a seconda della richiesta dei clienti. In produzione ha la sua nuova collezione molto più accattivante e vincente. Il pezzo forte è la shopper  Atlantea, unica nel suo genere, naturalmente bella ed elegante come tutti i suoi accessori. Essenziale ma ricca di emozioni. Sono prodotti che ti fanno sentire libera di indossarli e in pace con la propria anima e con il mondo che ci circonda, e allo tesso tempo non ti fanno rinunciare all’essere di tendenza. Sono dei piccoli gioielli nati dall’ingegno, dal coraggio e dal rispetto per l’ambiente di Marta. Io me ne sono innamorata e ringrazio Marta per questo piccolo contributo e le faccio il mio in bocca al lupo personale!

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Quando la stampa diventa una questione di stile. Vi racconto la storia di Daniela e delle sue Danilla Bag.

4 Mar

Che le borse attualmente possano essere considerate i nuovi gioielli di una donna, credo di poterlo affermare con estrema sicurezza, ma sono anche 
il filo conduttore che lega Daniela Monasterio, una laurea in architettura, alle tavole di linoleum. Sono esattamente questi fattori che le hanno permesso  di dare vita alla sua linea originalissima di borse e pochette, stampate artigianalmente e prodotte in un piccolo laboratorio in Abruzzo. L’ idea è arrivata per la necessità di distinguersi dalla massa e di dare un’ impronta estremamente personale ad un prodotto che l’avrebbe dovuta rappresentare fin dal primo sguardo. Così dopo aver eseguito la laurea in architettura e dopo una vasta ricerca sulle tecniche di stampa tradizionali, ha trovato in Romagna la stampa a ruggine, su stoffa con blocchi in legno intagliati a mano. Ovviamente quando possiedi un’ attitudine all’estro creativo non riesci a fermarti alla prima scoperta ma si è già affamati di nuovi tentativi e di nuove cose. Così Daniela continua il suo percorso formativo nel mondo della stampa e prova con la xilografia, atra tecnica di stampa, molto antica che consiste nell’incisione di immagini su tavole di legno o linoleum, in pratica una produzione in serie di determinati soggetti. E ovviamente provando le varie tecniche, miscelandole tra di loro, sbagliando e ricominciando da capo Daniela ha trovato il suo stile. Originalissimo.

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Daniela Monasterio – Pescara

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Progettazione incisione

La voglia era quella di riuscire a realizzare delle borse con tessuti prodotti e stampati da lei, quindi tessuti e colori ecologici, che ritraessero una delle cose di cui è più appassionata. La natura. Così comincia a studiare una serie di motivi vegetali che richiamassero fiori, petali, foglie, steli e tutto ciò che potesse appartenere a questo mondo. Nasce cosi ufficialmente la linea di borse Danilla Bag, dove lei cura ogni singolo dettaglio dalla ricerca dei tessuti italiani che spesso sono quelli da tappezzeria, alla scelta dei motivi da incidere e stampare. Originale nell’estetica nella sostanza e nell’anima. Le collezioni di Daniela sono collezioni che hanno uno stile inconfondibile, stilose, perfette nella loro semplicità, autentiche nei materiali. Sono lineari, che racchiudono alla perfezione tutto il suo mondo, le sue passioni la sua storia e la capacità di far diventare una stampa un marchio identificativo del proprio prodotto.

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Prima fase dell’ incisione

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Disegni motivi naturali

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Risultato finale

Le borse e le pochette sono armonicamente inserite nel quotidiano caotico di una donna, sono leggere, pratiche, ecosostenibili di impatto e comode tanto da poterci racchiudere dentro la propria vita e i propri segreti senza che nessuno se ne accorga e portarseli in giro ben custoditi. Ogni borsa e ogni singola produzione ha dietro di se diversi passaggi che le hanno permesso di essere portata addosso con disinvoltura, dietro ci sono ore di incisione di tavole di linoleum, fatto rigorosamente a mano, giorni di asciugatura dei colori e tempo per assemblare ogni singola azione, oltre allo studio e alla progettazione delle forme e dei modelli.

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Pannelli di tessuti stampati

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Fase di asciugatura

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La creazione di un pattern

Daniela con poco è riuscita a far combaciare forme, spazi, colori in un modo del tutto naturale e che fino a quel momento si ignoravano. Tutto questo è la grande forza di questo architetto/designer, anche se a lei non piace definirsi tale, di origine Abruzzese, mamma a tempo pieno che nonostante i grandi sacrifici investe ancora in questo territorio facendosi ispirare ogni giorno. Ovviamente non è sempre tutto facile ma con la determinazione si superano muri altissimi. Brava Daniela E In Bocca al lupo!

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#5 la firma olfattiva di Ghirigoro. Oggi vi racconto la mia storia.

28 Lug

E’ un pò che sto decidendo con quale post uscire sul blog, alla fine ho optato per una volta di raccontare la mia storia. Ora non sto li a ripetere tutto il monologo per non annoiarvi (potete leggere qui:                        https://ghirigoromadeinitalyblog.wordpress.com/2014/06/19/ghirigoro-un-eccellenza-italiana/ ), ma vi voglio raccontare di come ho cercato di rendere unica questa ultima produzione firmata Ghirigoro. Mi sono resa conto che se  fai un giro sul web troviamo tutte le t-shirt del mondo con illustrazioni meravigliose, accessori di vario tipo e dagli infiniti materiali, e tutto questo lo trovi anche a un buon prezzo e a volte con la spedizione gratuita.  Ultimamente è sempre più frequente trovare piccole produzioni a tiratura limitata con lavorazioni artigianali, tutto rigorosamente made in Italy, cosi mi sono chiesta cosa potevo fare per distinguermi in mezzo a tutto questo. Come prima scelta ho inserito i capi in denim, che avevo in mente da un pò. E per renderli veramente riconoscibili, grintosi, alla moda e con personalità,  ho provato dei lavaggi particolari che donasse ai capi quel sapore vintage, di vissuto, che adoro sul denim.  E piano piano il risultato e l’immagine che volevo è uscita fuori con mia grande soddisfazione. Cosi ho aggiunto anche le gonne a ruota di tendenza e sempre belle addosso. i lavaggi sono stati effettuati in strutture specializzate ed essendo pochi pezzi sono stati lavorati singolarmente uno ad uno.

T-shirt denim Ghirigoro

T-shirt denim Ghirigoro

Casacca denim Ghirigoro

Casacca denim Ghirigoro

Gonna ruota Denim Ghirigoro

Gonna ruota Denim Ghirigoro

La particolarità però di tutta la produzione è stata l’idea di dare ai capi la tanto amata “firma olfattiva”. L’idea è venuta fuori durante un caffè con Angela Ciampagna (di cui ve ne parlo qui:                                                 https://ghirigoromadeinitalyblog.wordpress.com/2015/05/11/ad-ognuno-la-propria-essenza-la-storia-di-angela-e-enrico-i-profumieri-di-atri/ ) E cosi è nata questa adorabile e profumosa collaborazione tra Ghirigoro e Label di Atri, dove ho trovato cordialità professionalità, tanta, è una sensibilità che pochi hanno perché credetemi non è facile per niente tramutare un’ idea in un profumo. Con Angela ho avuto un primo ncontro, dove a parole ho cercato di spiegare l’odore che volevo avesse Ghirigoro. A me piacciono i profumi freschi, non i floreali, quelli erbacei, mi piacciono le spezie in modo particolare lo zenzero, e volevo che il profumo sapesse di inchiostro, perchè i calligrammi sono fatti con l’ inchiostro. E doveva essere un profumo unisex, che non disturbasse, lo volevo garbato gentile ma forte. Noi Abbruzzesi siamo cosi in fondo. Tutti i miei gusti sono andati a finire nell’agenda magica di Angela,  che mentre parlavo mi faceva sentire le campionature di diverse essenze, e le combinava tra di loro, dalla rosa, all’ambra, fino all’ortica bianca. Meravigliosa. E le serviva per capire in quale direzione moversi. Una settimana dopo ci siamo riviste per un caffè ad Atri e mi ha consegnato i 6 provini.

Assoggio delle essenze.

Assaggio delle essenze.

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I 6 provini delle fragranze.

Mi ha spiegato come avrei dovuto fare per capire bene il profumo, per capire come sarebbe stato l’effetto finale, e come la maglietta si presentava. Ovvero spruzzarne un pò su un tessuto di cotone e chiudere subito il pezzo di stoffa nei sacchetti che si usano per congelare i cibi, lontani da odori forti o altro perchè il cotone tende ad assorbire tutto,  per poi annusare almeno un paio di ore dopo. In questo modo aprendo il sacchetto la fragranza che sarebbe venuta fuori era quella definitiva. E così ho fatto. Ho numerato tessuti e sacchetti per evitare di sbagliare, li ho chiusi con un nodo, e la sera nella mia stanza dove nn c’erano odori ne di cucina ne di altro tipo, in totale silenzio e riservatezza, perché non volevo essere influenzata da niente e da nessuno, ho chiuso gli occhi e ho cominciato ad aprire i sacchetti. L’ho fatto per tre volte a distanza di un pò di tempo, altrimenti rischiavo di nn sentire più nulla dopo un pò. Alla fine ho scelto. Era la boccetta numero 5. Del tutto casuale. Era Ghirigoro. Che emozione, come può un profumo farci emozionare? Angela aveva azzeccato in pieno lo spirito e ciò che doveva rappresentare. Perciò ho lasciato che  Il nome del profumo fosse semplicemente #5, ovvero il numero della boccetta.

Prove su cotone

Prove su cotone

#5 – Saggio 5 Erba e China: erba, salvia, timo, canfora, menta, lavanda, magnolia, gelsomino, hinoky, balsamo di copahiba. NOTE DI TESTA: magnolia, gelsomino, ciclamino. NOTE DI CUORE ERBA E CHINA: timo, salvia, menta crispa, canfora.       NOTE DI FONDO ELEMI: hinoky, franchincenso, balsamo di copahiba.

Descrizione Fragranza

Descrizione Fragranza

Ho subito immaginato che chi avesse  aperto il pacchetto, e sentendo questo profumo leggero leggero, si immaginava a correre a piedi nudi in un prato, e a sentire tutti quei profumi veri, legnosi, speziati che solo questi posti ti danno. Ghirigoro è così io sono così. Mi piaceva che chi avesse sentito la fragranza, percepisse l’idea di libertà di eleganza di coraggio e di fantasia che i miei calligrammi rappresentano e che le maglie portano come messaggio. Un messaggio sempre positivo. Un profumo che rappresenta la tenacia come gli inchiostri, che perseverano nel tempo, e la ciclicità della vita stessa che ogni giorno si rigenera in cose e esperienze nuove come la natura. Non ho cercato altri nomi perché è un numero a cui sono legata particolarmente, e che ricorre spesso nella mia vita.  Io e mio padre siamo nati il 5, Chanel ci ha costruito un mondo con il 5 (non che aspiri a tanto!) e cosi via. E’ un numero baciato dal destino per me e che mi ha emozionato quando l’ ho sentito e ho capito che era l’essenza su misura per Ghirigoro. Cosi è nata  la firma olfattiva, che da qui e spero per sempre accompagni le mie produzioni rendendole uniche nel loro genere. Ho voluto investire in questa particolarità per caratterizzare e raffinare il mio prodotto e presentarvi sempre ua cosa in più rispeto alle precedenti. Ogni produzione prende sempre pù personalità. Spero sia di vostro gradimento. Tutta questa ricerca e tutto questo investimento in matrie idee ricerca non mi permettono di mettere i saldi. Spero e sono sicura che comprenderete il lavoro e le idee che ci sono dietro.  Questa volta anche se non vale l’in bocca al lupo me lo faccio io!

La vostra Giò.

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

Borsa e Architettura, tutta questione di proporzioni.  Daniela Vicaretti e la sua Fèmmn.

9 Giu

E’ con piacere che vi racconto la storia di Daniela Vicaretti e del suo elegantissimo progetto che porta il nome di Fèmmn. Ho avuto l’onore di essere ospite nel suo atelier e di conoscere intimamente un bel progetto dalle grandi potenzialità e qualità che tuttavia sono unite da un unico filo conduttore: “l’umiltà”. Ho conosciuto Daniela tramite facebook e da subito è nata una forte sinergia; Daniela è una abruzzese doc, architetto urbano per professione, mamma di due splendide ragazze e designer di accessori per passione e per amore. Ho trascorso con lei un’ intera giornata, a Celano, dove vive e lavora e dove ha sede Fèmmn.

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Logo Fèmmn.

Borse collezione Daniela Vicaretti.

Borse collezione Daniela Vicaretti.

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Il progetto Fèmmn nasce da qualche anno, da quando dopo aver raggiunto traguardi sia a livello professionale che personale, Daniela decide di dare voce ad una passione che da sempre è presente nella sua vita. Si dedica al design e ad un sogno che aspettava solo il momento adatto per uscire dal cassetto. Così inizia questo nuovo percorso; da subito frequenta a Roma un corso di “modellismo e prototipazione” in un’accademia qualificata che forma stilisti emergenti. Inizia tra grandi sacrifici ma con una grinta fuori dal comune e passo dopo passo comincia a idealizzare le sue borse. Ha già alle spalle una laurea in architettura, anni di esperienza e un buon bagaglio culturale e visivo. Daniela ha dentro di sé linee, volumi, forme, concetti e proporzioni; le idee prendono forma e da concetti diventano bozzetti e da bozzetti, prototipi.

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Le Borse sono progettate e studiate personalmente da Daniela Vicaretti.

Sono utilizzati solo i pellami migliori nel mercato italiano per la produzioni di queste mini collezioni.

Sono utilizzati solo i pellami migliori nel mercato italiano per la produzioni di queste mini collezioni.

Daniela ama molto il territorio che la circonda, ne apprezza pregi e difetti, ama le persone che lo popolano, ama i rumori e i profumi che sente quando si affaccia in quella vallata, che sembra non aver fine, tra prati verdi, nuvole e l’azzurro del cielo. Ama il cibo e il buon vino. E’ passionale, viscerale a tal punto che decide di chiamare la sua linea Fèmmn. Quasi fosse un richiamo all’ origine, il richiamo di una donna raffinata, elegante amorevole lontana dai ogni tipo di cliché. Fèmmn incarna una donna indipendente, coraggiosa, forse di altri tempi, ma sicuramente dallo spirito forte e decisamente moderno. Fèmmn racconta di questo. Le borse sono essenziali, dalle linee morbide e decise, seguono le forme e si adagiano sui fianchi come piccole opere d’arte. Sono perfette nel design e nella cura dei dettagli, ogni singola applicazione è rigorosamente in ottone, lavorata a mano e con particolari tecniche ; insomma ogni borsa è da considerarsi come un pezzo unico. I pellami sono tra i migliori e tra i più pregiati sul mercato italiano. Il legame con il territorio è talmente forte che porta Daniela ad affidare le borse -nella produzione di piccole serie- ad aziende artigiane locali nelle quali ripone la sua fiducia, avendo come primo obiettivo la qualità.

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Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

L'eleganza dei dettagli.

L’eleganza dei dettagli.

Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

E’ lei a seguire direttamente la produzione ed ogni pezzo è in continua evoluzione fino a quando non raggiunge la perfezione; solo allora la borsa è pronta per uscire, come una donna al primo appuntamento. La cura dei dettagli è maniacale e la raffinatezza delle lavorazioni sublime. E’ difficile trovare degli accessori/borse così ben fatti/e, e alla vista e poi al tatto ci si rende conto che dietro impera la volontà di offrire non solo un bel prodotto ma un prodotto di qualità e ben fatto. Tutti i processi di lavorazione sono manuali e la perfezione dei dettagli ne garantisce l’autenticità. Tutto, rigorosamente, 100% Made in Italy.
Credo che la bellezza, intesa a tutto tondo, possa essere l’unica arma a nostra disposizione per salvarci. Daniela è sulla buona strada. In Bocca Al lupo!

Potete seguire Daniela Vicaretti e le sue meravigliose creazioni direttamente sulla pagina Facebook:

https://www.facebook.com/pages/Fèmmn/730670883625189?fref=ts

Oppure sul sito:

http://femmn.it/#1

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Giovanna Bronico – Autrice

Ciao Io sono “Leche”!

25 Nov

Questa volta ho l’onore di raccontarvi la storia di Antonella Vecchi fondatrice del marchio Leche. Mai fu più azzeccata la frase “dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei”, così Antonella ha dato origine al suo lavoro. Sarta e designer di professione, Bergamasca di origine ma vive a Trento da un po’. Ha coltivato questa passione fin da piccola grazie alla sua mamma che con molta pazienza e come solo una mamma sa fare, assecondava ogni sua pazza idea, e insieme cucivano e davano vita ai pensieri di Antonella. Così è cresciuta, a suon di tessuti di idee e di tanta passione guidata da un’ istinto  che ha poco a che fare con le convenzioni e che ben presto l’ ha portata fino a rendere reale i suoi progetti. Leche che in spagnolo vuol dire Latte, ed è fonte di nutrimento, così Antonella cerca di arricchire con una parte di se le donne che scelgono i suoi abiti. E si perché Antonella è così, completamente fuori dagli schemi o almeno gli schemi della sartoria classica, che ha avuto modo di imparare e approfondire con una sua collaboratrice nel suo paese di origine. foto 2 foto 3 Antonella ha gestito infatti in passato, un piccolo Atelier dove è cresciuta a livello professionale e dove la sua natura ha finalmente preso coscienza. Così, Quando si è accorta che stare sedute a cucire per ore e ore non le dava più soddisfazione, i tessuti che le accarezzavano le mani non le facevano più vedere mondi fantastici, ma che al contrario la svuotava e non le permetteva di esprimersi come desiderava, ha lasciato tutto e si è reinventata a Trento ritrovando se stessa e e la sua naturale bravura. Fonda Leche, Il nutrimento per il tuo stile, che le permette di vedere la sartoria con occhi diversi e ha modo di cucire e di creare abiti anche su musura stravolgendo le regole classiche. Selvaggia e istintiva un sorta di figlia dei fiori della sartoria, con un carattere ben definito e forte ma allo stesso tempo elegante e persistente, di quei capi che li vedi e te li ricordi, che riescono in qualche modo a entrarti dentro e una volta indossati a lasciarti una bella sensazione nell’anima. foto 1 foto 3 foto 3 Leche riesce in tutto questo, e lo fa con naturalezza senza forzature e senza imposizioni, ci riesce perché Antonella è così che vede le sue creazioni, ed tramite loro che riesce a percepire le sensazioni delle persone e farle stare bene con se stesse. Le Creazioni Leche hanno qualcosa di magico, perché riescono ad incantarti, e messe addosso si ha una piacevole sensazione di tranquillità. Sono talismani positivi dalle linee moderne e decise. Sono Abiti attuali e strepitosi, sono abiti emozionali, e son a tiratura limitata e pezzi unici. I tessuti sono pregiati e tutti di manifattura Italiana, che vengono cercati e selezionati personalmente da Antonella, ogni capo e lavorato esclusivamente da lei,  che ne progetta il cartamodello e che poi cuce nel suo atelier. Sembra  cucire non solo abiti ma dotarli di linfa vitale, sono creazioni uniche nel loro genere. foto 2 foto 2 I processi di lavorazione sono tutti eseguiti in Italia e Antonella e alla continua ricerca di emozioni e di sensazioni che alimentano le sue collezioni. Non si ferma mai, sceglie e vive i tessuti che usa, sembra quasi farne parte. Progetti per il futuro? Cercare uno spazio a Verona che possa accogliere Leche! In bocca al lupo Antonella!!

Potete seguire Antonella e le sue splendide creazioni sulla pagina Fb:

https://www.facebook.com/lecheatelier?pnref=lhc

Oppure sul sito:

http://www.lecheatelier.com

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Pamphile…come Un filo a ciel sereno!

18 Set

Appena ho letto il nome Pamphile non so perché, ma mi ha dato subito la sensazione di qualcosa di estremamente morbido e caldo, chi si intende di cultura e divinità greche avrà già capito invece che si tratta di una dea che ha il merito di aver scoperto ed insegnato la filatura e la tessitura, della seta selvaggia autoctona dell’Isola di Coo. Questa volta vi racconto con estremo piacere la storia di Giulia Ciuoli, originaria di Siena e fondatrice di Pamphile. Ho avuto modo di conoscerla sul web e diciamo che mi è bastato un secondo per diventare una sua grandissima fan. Giulia dopo aver terminato gli studi d’arte ha intrapreso un percorso alternativo o comunque insolito. Per caso e veramente come un fulmine a ciel sereno comincia a lavorare in un laboratorio di tessitura manuale a Siena, un’esperienza che dura 2 anni e nella quale si forma e si specializza nell’ antico mestiere di tessitrice. E come per i tessuti, trama dopo trama, Giulia prende forma e struttura e comprende che tutto ciò che aspettava di fare era quello di intrecciare fili per dare vita a dei capolavori dal sapore autentico ma con una coscienza molto moderna anche per la scelta di utilizzare fibre autoctone. Nel corso degli anni vince diversi premi e riconoscimenti e continua la sua specializzazione nel settore laureandosi alla Fac di Architettura di Firenze in Tecnico di progetto in Tessile che le ha consentito di inquadrare meglio le logiche industriali di questo settore. Studia l’ecodesign al Master Ecodesign&Ecoinnovaione, presso la Fac di Architettura di Camerino. Un premio in particolare le ha permesso di oltrepassare i confini italiani e grazie alla vincita di una borsa di studio è volata a Kyoto, dove nel 2008 va a lavorare in due importanti laboratori tessili, immersa e circondata da quella terra straordinaria e ricca di cultura qual’è il Giappone.

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Giulia Ciuoli nel suo laboratorio

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Lo studio di Giulia

Ad oggi svolge la sua attività nel suo laboratorio dove antico presente futuro e ambiente sono gli elementi principali delle sue creazioni.
Le produzioni di Giulia sono uniche, sono singolari, emanano il fascino di un antico mestiere. Si percepisce la magia che ogni produzione ha, immagini subito il rumore della navetta che passa intrecciando attraverso i fili e ascolti il rumore che fanno le mani tirandoli, vedi i movimenti svelti e puliti che le dita eseguono senza creare impicci o confusione, riesci a immaginare questo meraviglioso caos controllato, lo vedi, te lo senti addosso, e ti accorgi di quale morbidezza possiede una tale arte, e poi sei colpito dall’aspetto che questi lavori hanno. Sono freschi sono adatti ai nostri ritmi di vita, possono essere tranquillamente indossati e stare meravigliosamente bene con tutto il resto. La bravura di Giulia è questa. Ha saputo unire antico e moderno in un prodotto unico e speciale dove la ricerca delle fibre autoctone Italiane è fondamentale. Ha mantenuto la tradizione delle lavorazioni seguendo le tecniche degli antichi laboratori inserendo però, materiali, trame e decorazioni dalle linee nuove e originali. Giulia è un’imprenditrice di successo che esporta nel mondo la sua linea di prodotti che spaziano dall’abbigliamento all’arredamento ed è apprezzatissima per questa sua particolarità.

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La rocchettatrice

spoletta

La spoletta

trame

Le trame dei filati

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La tessitura di Giulia

Ha avuto la bravura di riportare in giro un mestiere oramai dimenticato non apprezzato e sottovalutato, e lo ha riportato alla luce e fatto riconoscere a tanti e dalle istituzioni pubbliche che continuano a darle diversi riconoscimenti. Le materie prime sonosoprattutto italiane, la ricerca e la manifattura viene eseguita direttamente e unicamente da Giulia che elabora anche su commissione pezzi personalizzati.

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Portapane canapa

PAMPHILE® AUTOCTONIA (particolare)

Particolare Fibra autoctona italiana

PAMPHILE®cuscini lino, cotone, lana cm 60x60

Cuscini realizzati da Giulia

MOD. MADDI_ PAMPHILE®

Mod. Maddi

In italia si sa in questo momento portare avanti dei progetti così complessi non è assolutamente facile sia per il carico fiscale sia per una serie di problemi che ogni imprenditore ha, ma a volte l’amore per questo paese supera di gran lunga l’odio e lo sfinimento, perché siamo ancora degni di portare avanti Il nostro amato Made In italy, e Giulia lo fa riportando alla luce vecchi mestieri, motivata dal legame per la nostra terra e dai mestieri legati ad essa. Se vi posso consigliare date uno sguardo alle ultime creazioni di Giulia, alla collezione di cravatte ” Traccia” caratterizzata da un design tessile che ripropone il territorio circostante trattandolo come una texture, riportandolo sul tessuto, tessendolo.

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Particolare della linea cravatee “Tracce”

O alle Bomboniere per i matrimoni create con una tecnica giapponese, lo shibori, che da un effetto tridimensionale. Eccellente è l’unica cosa che mi viene in mente. Brava Giulia in bocca al lupo!

 

Continuate a seguire Giulia Ciuoli e la sua attività sul sito

www.pamphile.it

oppure sulla pagina Fb

https://www.facebook.com/pamphiledigc?fref=ts

per contattare Giulia se siete interessati alle sue produzioni

info@pamphile.it

 

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Ghirigoro Giveaway

20 Ago
Ciao a tutti!! Il blog riprende piano piano la sua attività, rallentata a causa dei diversi impegni tra i quali e non meno importante la promozione di Ghirigoro come eccellenza italiana sviluppata sul web in diverse manifestazioni. A proposito di questo vi racconto la mia esperienza con il giveaway di Ghirigoro organizzato da me e da Anajet Italia (Ve ne parlo in questo post https://ghirigoromadeinitalyblog.wordpress.com/2014/01/11/anajet-sinonimo-di-qualita/ ) azienda leader per la stampa digitale su T-Shirt.  Non mi ero mai prestata a questo tipo di concorso e mi sono accorta invece di quante persone hanno mostrato interesse e lo hanno seguito con attenzione e mi sono accorta ancora di più dell’importanza dell’utilizzo dei social per tutto il progetto. L’ ogetto del contest è stata una t-Shirt basic bianca con sopra stampata un calligramma Ghirigoro.

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Bozza Disegno Caligramma

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Particolare stampa T-Shirt

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T-shirt Calligramma stampa Anajet Italia

Il regolamento del contest si basava su poche regole semplici che con molta probabilità conoscete gia

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mettere like alle relative pagine Anajet e Ghirigoro e di inserire un commento il tutto entro i termini stabiliti. Appena il contest è stato pubblicato on line, il mio telefono non ha smesso un attimo di suonare, i commenti e il calore delle persone sono stati a dir poco eccezionali, caricandomi di energia positiva. Alla fine è stato estratto il nome del vincitore secondo le modalità previste e la splendida Sara Rota si è aggiudicata laT-shirt caligrammata Ghirigoro. La sinergia che si è creata tra Ghirigoro Anajet e le centinaia di persone che hanno partecipato è stata fantastica. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di aziende come Anajet con il supporto di una comunicazione a 360° e alla collaborazione delle centinaia di persone che hanno partecipato con simpatia. Ringrazio per questo Silvia Sirotich per l’impeccabile lavoro e punto di riferimento per Anajet Italia. Vedere tutti i bei commenti delle persone che hanno partecipato hanno dato respiro e speranza a questa piccola grande realtà made in italy. Voglio dedicare a tutti voi questo post, a chi ha voluto credere ancora a Ghirigoro, anche se con un pò di ritardo. Grazie ancora e ci vediamo a settembre con le nuove collaborazioni. #LaGiò

Per info: www.anajetitalia.it

oppure seguite la pagina FB

https://www.facebook.com/pages/Anajet-Italia/405177926244302?fref=t

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GHIRIGORO UN’ ECCELLENZA ITALIANA

19 Giu

Con Mia grandissima soddisfazione Ghirigoro è rientrata nel progetto delle “Eccellenze in Digitale” un progetto organizzato da Google e da Unioncamere, per il supporto delle PMI italiane artigiane e per la digitalizzazione di queste sul web, creando un distretto on line per ogni eccellenza. Ghirigoro ha ottenuto l’effettivo riconoscimento del Made in Italy  e l’onore di essere definito UNA ECCELLENZA ITALIANA, per aver sviluppato parte del business in rete riuscendo a far cresce il proprio fatturato on line, un vero e proprio caso di successo https://www.eccellenzeindigitale.it/storiedisuccesso. Ho sempre pensato e creduto che le maglie potessero funzionare come mezzo di comunicazione e non soltanto come modo di vestire e che le borse dovessero contenere tutti i pensieri delle persone e le loro storie belle o brutte che siano. Mi è sempre piaciuta l’idea di vestire dei pensieri, di dare forma e mobilità alle parole. Con questa idea nascono tutti i calligrammi di Ghirigoro, e tutto il progetto che c’è dietro ad ogni singolo pezzo. Ghirigoro è questo. Un progetto in continua evoluzione sempre in movimento, un progetto che investe tanto in ricerca e nel design e nel Made in Italy, nelle manifatture del territorio, nelle artigianalità, e molto nella ricerca dei testi che non sono mai casuali. Il fatto di cercare poesie o tratti di letteratura che affrontano con estrema eleganza temi a me cari. Tematiche che in questo periodo sento maggiormente, poesie che parlano di speranza, di coraggio, di voglia di andare avanti, di forza per affrontare ogni singolo giorno, e di amore. Mi piace l’idea che qualcuno possa indossare il coraggio, la speranza, l’amore e che se lo senta addosso e se lo porti in giro. Anche per questa nuova piccola produzione ho cercato di tirare fuori un prodotto che sia degno di essere definito Made in Italy, cercando di dare un immagine fresca e diversa dalla precedente.

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I tessuti sono come sempre italiani, presi da tessutai e stocchisti locali che con simpatia hanno appoggiato tutto il mio lavoro. Trovare dei fornitori che ti accontentano perché la tua produzione non arriva neanche ai minimi richiesti è abbastanza difficile, ma devo dire che ho avuto la fortuna di incontrare persone, lavoratori e imprenditori generosi, che con un grande sorriso mi hanno sempre detto di si, senza fare storie su prezzi e su qualche metro in più da dare, anzi cercando quanto più nelle loro possibilità di venirmi incontro. I fornitori per me sono importantissimi perché è con loro che avviene la prima scrematura del lavoro da fare. Con lo scambio reciproco di ricerche di tendenze, materiali e tecniche varie, con il confronto da chi da una vita conosce vita morte e miracoli di un tessuto, o di un tipo di pelle, su come ritira nei lavaggi o durante la stampa, sulla reazione a un tipo di tintura o vernice piuttosto che un’ altra, e così via. La collaborazione con loro è un elemento di grandissimo valore sia per il risultato finale e sia perché da il valore aggiunto alle mie mini collezioni perché è di fatto un prodotto che nasce con le maestrie italiane del territorio. Una volta trovati i tessuti, che per la maggior parte sono diversi tipi di cotone italiano, e una volta definiti i modelli con la mia modellista e sarta di fiducia, che dopo aver sdifettato accuratamente i prototipi, sempre impeccabili, passo alla fase della stampa.

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Sono una nostalgica e romantica e per me non c’è stampa migliore di quella serigrafica. Ho lavorato tanti anni fa in serigrafia e ne conosco abbastanza bene i vari passaggi e le tecniche, conosco i telai, e credo veramente che un serigrafo possa definirsi artista tanto quanto un pittore o uno scultore. Ho avuto la fortuna di lavorare con dei maestri che per formare i colori di stampa usavano gli occhi e non il bilancino, che con la spatola sporca riuscivano a fare colori pastelli, e per me è sempre stato qualcosa di meraviglioso. E per Ghirigoro non poteva essere nient’altro che serigrafia fatta da Signori maestri. Così le maglie ho deciso di farle stampare in una serigrafia a Monsampolo, laboratorio che già conoscevo per via delle aziende dove ho lavorato e che da sempre ne conosco la bravura e la professionalità. I telai con i quali stampano i Calligrammi sono telai fatti da fili di seta da 120, ovvero  ogni cm quadro ha 120 fili di seta che s’ intrecciano. I telai sono fatti ad Ancona e sono di ottima qualità proprio per rendere l’immagine impeccabile e le sfumature eccezionali, ma di questa arte ve ne parlerò meglio nei prossimi post. Le vernici e le tinture che vengono usate per Ghirigoro sono tutte vernici ad acqua e naturali e sono tutte certificate dall’azienda in quanto sono tutti materiali atossici e ipoallergenici e che possono essere tranquillamente indossate da chiunque perché non creano nessun tipo di allergia o intossicazione. Ci tengo molto a precisare questa cosa, ovvero per ogni prodotto Ghirigoro che sia una borsa o che sia un  t shirt il laboratorio che mi affianca  ha rilasciato tutti i certificati di qualità e di lavorazione, questo nel rispetto di chi acquista i miei prodotti, e di che chi come me crede molto nel valore del Made in Italy, quello appunto certificato.

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Fase di tintura 1

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Fase di tintura 2

Per quanto riguarda le borse ho mantenuto il design semplice e minimalista ma è stato ovviamente impreziosito con l’uso di pellami molto pregati e chiaramente italiani. Per le shopper ho deciso di usare per questa volta sia la pelle di saffiano sia pelle di maialino nei colori verde e nera. Un pelame Abbastanza sottile ma rigido allo stesso tempo che dona alla shopper un’eleganza naturale e sofisticata. Per le tracolline invece ho ceduto alla tentazione del cuoio e del ciclamino che ha reso questi pezzi sfiziosissimi e divertententi veramente adatti a tutti i giorni. Gli accessori sono in oro chiaro e molto piccoli proprio per non avere un effetto pacchiano e pesante e che definiscono tutto. Le borse risultano fresche e versatili e di questo risultato sono molto soddisfatta, ottime da abbinare anche con una t-shirt ovviamente Ghirigoro.

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Le bellissime Shopper

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Chi Acquista un prodotto Ghirigoro sostiene tutto il lavoro che ogni songolo pezzo comporta. Si sostengono veramente tutti gli sforzi fatti per arrivare al prodotto finito, si sostengono i tanti tentativi nell’arrivare al risultato finale, e una serie di problematiche relativa a forniture, tessuti pellami stampe e accessori. Si da linfa vitale ad un progetto e ad andare avanti, a investire ancora di più e a sperimentare tecniche e materiali nuovi. Ne approfitto per ringraziare chi lo ha gia fatto e chi lo farà.

Giovanna

 

INTERNO 24 RE-DESIGN: le borse.

8 Mag

Nel sentire pronunciare questo marchio, sembrerebbe quasi il quartier generale di una base militare, in realtà INTERNO 24 rappresenta la base creativa di Nadia Giroldi, fashion designer che svolge la sua attività di stilista per importanti aziende italiane e creatrice della sua linea di borse esclusivamente “Made in Italy”.
Nadia lavora come libera professionista nell’ambito dell’abbigliamento e maglieria femminile, affiancando varie aziende nello sviluppo delle collezioni, offrendo un ottimo servizio di consulenza e stile con la serietà e la professionalità che la contraddistinguono da sempre.
La collezione di borse, che prende il nome dallo studio stilistico, nasce dal concetto di Redesign, molto caro alla stilista; istinto e passione sono gli elementi trainanti di questo interessante progetto che si sviluppa tra design ed artigianato di altissima qualità.
Assorbendo la vena artistica del bisnonno pittore, Nadia decide di dar vita alle proprie idee in modo molto naturale, creando il progetto da sola e partendo da zero, come molti altri creativi; la forza di volontà e la determinazione la sostengono nella sua idea, insieme ad amiche e colleghe che tifano per lei.
Precisa e rigorosa nello svolgere il suo lavoro, pretende moltissimo da sé stessa e da chi collabora con lei, riuscendo così a sperimentare nuovi materiali, tecniche di tintura e di stampa inusuali, lavaggi e trattamenti speciali capaci di rendere le sue creazioni uniche ed esclusive.

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La ricerca è la parola chiave di tutto il suo percorso che, unita alla creatività ed alla curiosità nel trovare combinazioni particolari ed inusuali, ne fanno una designer veramente sopra le righe.
Ogni borsa è rigorosamente “made in Italy”perchè la stilista crede fermamente nel valore di questo termine, nell’etica che si nasconde dietro ad ogni singolo pezzo, nel sacrificio che anche i pellettieri ed i fornitori dei tessuti stanno affrontando per garantire una qualità di altissimo livello.
Motivo d’orgoglio per Nadia è rappresentato dal poter dichiarare che la sua collezione è completamente di manifattura italiana; un felice incontro tra stile, fantasia e gusto italiano.
Per la realizzazione delle sue borse, la designer si avvale di materiali particolari abbinati alla pelle pregiata; è veramente incredibile come riesca a giocare con materiali molto differenti tra loro, a volte ingestibili, riuscendo a creare armonia nelle forme e nella sostanza.
I materiali con cui le piace confrontarsi sono i più strani ed inusuali: dalle cerate militari mimetiche, agli antichi arazzi dipinti su tela.
Le antiche tele hand-made sono la sua passione, la juta grezza una sfida, le stampe speciali “effetto pizzo ”e le “agugliature” manuali, il trionfo dell’artigianalità sperimentale.
Le borse rappresentano pienamente la personalità di Nadia Giroldi e fanno trapelare la lunga esperienza nel settore abbigliamento; la conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche, la capacità di mixare ad arte creando contrasti inaspettati, denotano professionalità e stile.
I fornitori e le strutture che collaborano con la stilista, sono quasi tutte a kilometro zero, dislocate in Emilia, tra Modena, Reggio Emilia e Parma, dove risiede e lavora.
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Osservando le borse di “Interno 24 Re-design”, si percepiscono molta esperienza e preparazione che rendono il prodotto unico ed inimitabile, nel suo genere.
Nadia è una professionista in continua evoluzione; la ricerca dei materiali viene svolta attraverso la partecipazione a fiere del settore, da Linea Pelle a Prèmiere Vision.
La passione per il vintage ed i mercatini antiquari la spingono a setacciare abitualmente flea-market, brocantage e manifestazioni a tema come il Mercante in Fiera, luoghi incantati pieni di spunti ed oggetti magici.
Le borse travelling realizzate con i meravigliosi gobelin jacquard realizzati magistralmente dalla tessitura Schiera di Como, sono state esposte in occasione della fiera tessile Prèmiere Vision, a Parigi, riscuotendo grande consenso.
La collaborazione con il famoso fotografo Andrea Melcangi di Milano, partita con il servizio fotografico, sta continuando con il progetto fotografico realizzato a Dubai, una fantastica location che ci regalerà foto d’artista prossimamente visibili sul sito: http://www.interno24redesign.com.
L’incontro con l’eclettica e simpaticissima attrice Orsetta Borghero , porta Nadia a decidere di iniziare una nuova ed interessante collaborazione che vede Orsetta testimonial ed ambasciatrice del marchio.
L’espressione: “Nelle borse trovi tutta la vita di una donna”, credo calzi a pennello per questo interessante progetto che mi è piaciuto fin dall’inizio, soprattutto per la capacità di questa stilista, di trasformare anche i tessuti grezzi come la juta, in accessori veramente cool & glamour.
Brava Nadia, in bocca al lupo!

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Servizio Fotografico a Dubai per le bore Redesign.

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Servizio Fotografico a Dubai per le bore Redesign.

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Servizio Fotografico a Dubai per le bore Redesign.

 

potete seguire le evoluzioni di Nadia sul sito:

http://www.interno24redesign.com

oppure sulla pafina fb:

https://www.facebook.com/Interno24

 

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