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Illustrazione Italiana, Vi presento Rosalba Cafforio.

5 Apr

Conosco Rosalba Cafforio da un pò di tempo, abbiamo condiviso un percorso lavorativo insieme, stesso ufficio ma in collezioni diverse, e mi ha sempre entusiasmata il suo modo di disegnare e la mano che avesse, espressiva originale bella, pulita e molto glamour. Cosi ho deciso di intervistarla per il Blog perchè ho voglia di dare spazio qui sopra ai giovani illustratori emergenti che si occupano di moda. E’ artigianato anche questo oltre a essere pura poesia! Ad inaugurare queste interviste ho scelto lei perchè la ritengo straordinaria, perchè è una giovane mamma ed è sposata. Ne è venuta fuori una bella intervista, un grande inno all’ Italia, alle donne, e quando una famiglia e la maternità non sono un ostacolo ma solo grande motivazione. Complimenti Rosalba e in bocca al lupo!

Buona lettura

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ROSALBA CAFFORIO

 

 

G – Chi è Rosalba Cafforio ?

R- Un’ illustratrice italiana specializzata nel settore fashion & beauty.

G – Quale è il tuo stile?

R – Ho iniziato con quelle che scherzosamente definirono le “big headed girls”, un modo come tanti per connotare uno stile e tentare di renderlo memorabile.

Il primo esperimento che ha raggiunto un qualche risultato apprezzabile di pubblico resta una delle mie creazioni preferite: contaminazione della mia esperienza come figurinista di moda con i personaggi super deformed giapponesi ed il sumi-e. Digitale. Fu considerata una bestemmia da qualche purista della carta. E del pennello che tanto mi costò abbandonare in favore del nuovo processo a base di tavoletta Wacom, più versatile in editoria.

Le mie “testone”, purtroppo, dureranno poco più di qualche altro piccolo successo: durante una portfolio review dell’agosto 2016, una professionista dell ‘AOI londinese di cui sono socia mi suggerì di proporzionare più realisticamente le figure per poter lavorare nel settore fashion & beauty. Da allora la mia ricerca di stile è in costante evoluzione e sempre lo sarà, sotto l’occhio benevolente di un BIG dell’illustrazione fashion & beauty che mi segue e che non smetterò mai di ringraziare.

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LINESY per PRADA  SS2016

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DOLLS per CHANEL SS2016  HAUTE COUTURE

G – Come la maternità ha migliorato il tuo lavoro?

R – Sono sempre stata molto sensibile. La maternità ha accentuato questo aspetto che è insieme forza e debolezza del mio essere. Ringrazio il cielo per questo e cerco, attraverso il mio lavoro, di trasmettere al mondo un po’ della bellezza che oggi, dopo tanti anni vicina alle controculture, scelgo di vedere a questo mondo. Dolores Abernathy docet. Che io riesca o meno a farlo dovrà dirlo qualcun altro, si tenga presente che l’obiettivo è quello.

G – Come mamma e donna di famiglia come riesci a organizzare il tuo lavoro?

R – Rigore da caserma, l’opposto di quello che -nell’immaginario collettivo- è lo stereotipo dell’artista scanzonato sdraiato al sole con una margherita in bocca. Sveglia all’alba e un supermarito a supportarmi. Quando i miei uomini si alzano io ho già disegnato due ore e preparato la colazione. Poi ho un’altra mezza giornata tutta da dedicare all’illustrazione. Di nuovo cambio casacca, torno ad essere la padrona di casa e mi dedico a mio figlio e mio marito. A letto con le galline ovviamente. La massima trasgressione -soprattutto sotto consegna- è fare binge watching fino a mezzanotte di una qualche serie che mi prende particolarmente. Breaking Bad in questo periodo.

G – Come si progetta un lavoro e da dove si inizia?

R – Da un brief. L’illustrazione di moda è un lavoro di arte applicata. «L’arte un tempo era difficile da fare, facile da capire. Oggi, al contrario, è facile da fare, difficile da capire» Stando a questa provocatoria definizione del Crespi, penso che quello dell’illustratore di moda debba essere un lavoro più vicino a quello dell’artista di un tempo, che partecipi nel suo piccolo e nella maniera più inclusiva possibile a costruire un’ideale di bellezza condiviso. Ogni progetto parte da un input da tradurre in una ricerca. Il che genera un moodboard e la creazione di uno o più personaggi a cui si cerca di dare un’anima prima ancora che dei connotati e l’inserimento in una composizione. Sono contenta quando una buona esecuzione riesce contemporaneamente a raccontare una storia. Sto lavorando proprio in queste settimane ad una gran bella storia raccontata attraverso diverse tavole, ma non posso dire nulla di più al riguardo per il momento. Di lavori risultati in un mero esercizio di stile incomprensibile ai più ne ho pieni i cassetti. Chiusi a chiave.

G – Quanto tempo c’è dietro ad una creazione mediamente?

R – Quanto me ne dà il committente. Attualmente sviluppo su due linee, una “lepre” ed una “tartaruga“. Com’è ovvio, tempi “tortoise” portano a lavori più dettagliati, ma non è detto che siano migliori di quelli cosiddetti “hare“. Dipende dall’obiettivo da conseguire.

G – Cosa ti ispira?

R – Tutto. L’ispirazione di oggi potrà essere una fioritura, ho un meraviglioso kanzan in giardino che sta sbocciando in questi giorni. Il basso di mio marito a prendere polvere sopra una pila di vecchi numeri di Vogue, un bel libro, un incontro atteso, un vecchio pezzo alla radio, una passeggiata tra paese e campagna, una domenica piovosa con una tisana dietro al vetro, un viaggio, un fumetto sconosciuto ai più, un gatto che punta un insetto, un lungometraggio di Miyazaki guardato insieme a  mio figlio. Un ricordo della mia vita passata, ho avuto la fortuna di viverne almeno tre abbastanza eterogenee a soli 32 anni. Non ho una ricetta dell’ispirazione universalmente valida, ma la parte di giornata da illustratrice la spendo con musica di ogni genere sempre nelle orecchie. Nina Simone in questo periodo.

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ELECTRA per MIUMIU SS2017

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LULU per KENZO HM CAPSULE FW 2016

G – In questo momento un po’ particolare che difficoltà incontra una professionista come te?

R – Riuscire a ricavare con le mie sole forze una nicchia dove vivono i giganti del mestiere. Sentirmi grande nello stagno rassicurante dei pesci piccoli non renderebbe giustizia a questo sforzo collettivo di tutta la mia famiglia.

G – Credi che l’Italia sia ancora il posto ideale per questo tipo di lavoro?

R – L’Italia è una sposa che porta in dote un fardello pesante rispetto a quello che grava sui miei omologhi di oltremanica e di oltreoceano. A questi colleghi, con cui spesso mi confronto, è molto difficile far capire che vivere in Italia non è esattamente il giro di gondola che immaginano. In linea con quelle che sono le loro aspettative invece, c’è da dire che vivere in Italia è una fonte di ispirazione senza fine. Dietro l’angolo. Il prezzo è caro, il tempo mi dirà se ne sarà valsa la pena. A dare una mano ed un incoraggiamento ci pensano gli amici di Illustri, una giovane e dinamicissima Associazione che raccoglie le migliori matite della penisola.

G – Meglio committenti stranieri o italiani?

R – Meglio committenti seri, in Italia o all’estero.

G – Credi nel made in italy?

R – Urca! Vivere nel bello aiuta a produrre il bello, indubbiamente. Contaminatevi d’Italia quanto più potete amici stranieri, il vostro lavoro artistico ne gioverà.

G – Quanto è importante il web per il tuo lavoro?

R – Fondamentale, l’internet accorcia di molto le distanze. Viviamo tempi estremamente interessanti (in senso buono, non nel senso della maledizione cinese).

G – Che consigli puoi dare a chi ti segue e a chi vorrebbe intraprendere questa carriera?

R – Obiettivi chiari e misurabili, un bel bagaglio di esperienze e tanta pazienza! I risultati arriveranno. Chiudo condividendo un consiglio del mio mentore, colpevolmente decontestualizzato e qualsiasi cosa ci leggiate: «Don’t lose the fashion».

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ALICE per DG FW 2016

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Puoi seguire Rossalba Cafforio direttamente sulla sul sito:

http://www.rosalbacafforio.com 

Oppure direttamente sulla suo profilo Instagram: 

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Puoi acquistare su:

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

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Stay Woolish…Stay LEFRAC. Vi racconto la storia di Lidia e dei suoi accessori.

19 Apr

Ogni volta che una bella storia intreccia la mia strada provo sempre una grande emozione, molto di più se sono storie di donne imprenditrici e sopratutto di Mamme che hanno saputo reinventarsi dopo la maternità.
Perché chi lo dice che una mamma alle prese con pappe pannolini e lavatrici non può più lavorare? Una bella testimonianza è quella di Lidia Giuliani, che dalla maternità ne ha fatto un punto di forza e non di demerito, decidendo di intraprendere la vita di imprenditrice, mettendo su delle collezioni di borse e accessori in feltro e chiamando il progetto LEFRAC,  l’insieme delle iniziali dei suoi gioielli Leonardo, Francesca e Claudia. Abruzzese di origine, dopo essersi laureata a Bologna in Lingue e Letterature straniere comincia a lavorare nel settore dei servizi, da li a poco tempo trova l’amore, si sposa e mette su famiglia. Diventa mamma nel giro di poco tempo di tre splendidi bambini, che le riempiono la vita di esperienze e gioie meravigliose ma allo stesso tempo le fanno prendere la decisione di ritirarsi dal mondo lavorativo perché diventare madre richiede tante energie, tempo, forza e pazienza.

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Lidia Giuliani – LEFRAC

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I feltri

Così nei pomeriggi passati a inventare giochi, storie, forme, e colorare album, Lidia comincia a pensare che forse potrebbe essere il momento giusto di cominciare una nuova avventura e rimettersi in gioco. Quei pomeriggi passati a giocare e a conoscere materiali nuovi come il feltro, le danno la giusta ispirazione per il suo nuovo progetto che da li poco prende vita. Con i suoi bambini ha imparato ad usare il feltro in mille modi e complice un bagaglio culturale fatto da un papà tuttofare e una mamma creativa a tutto tondo. Il primo prototipo viene creato nel giro di poco tempo e in quel preciso istante nasce LEFRAC. Lidia passo dopo passo con delle semplici forbici da taglio e la macchina da cucire della nonna, crea i primi modelli, all’inizio per parenti e amici e successivamente per il pubblico mettendoli in vendita. Da subito ha capito le potenzialità della sua idea e delle sue borse in feltro, con il quale è stato amore a prima vista. Riesce così a farsi conoscere e identificare, e a far capire l’anima nobile di questo materiale,  composto da lana, con il quale è possibile creare accessori dall’alto valore estetico. LEFRAC ha una forte identità, uno stile riconoscibile, un prodotto Made in Italy molto bello e soprattutto di alta qualità.

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Lidia durante la preparazione dei cartamodelli

Ovviamente la sfida è stata quella di far apprezzare il feltro da sempre ritenuto un materiale povero, renderlo elegante, semplice e ovviamente alla moda. Lidia ha allestito un laboratorio sotto casa sua, e da li si occupa praticamente di tutto. Inanzitutto della ricerca dei materiali dei feltri alti, bassi, dei colori. La progettazione viene fatta esclusivamente da lei, dopo un attenta ricerca delle forme e del design da seguire, cercando ispirazione da tutto ciò che la circonda, e ovviamente la produzione è tutta nelle sue mani, disegna progetta taglia cuce e si occupa della vendita e ne cura al minimo ogni singolo dettaglio.

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Particolari

Le produzioni Lefrac sono minimaliste, essenziali, rispecchiano in pieno la semplicità dei materiali. Sono collezioni genuine, lineari, moderne nei tagli e uniche nel loro genere. Sono accessori da indossare tutti giorni, hanno un anima è un carattere molto definito. Sono avvolgenti. Sono collezioni per chi non si arrende per chi ha il coraggio di mettersi nuovamente in gioco e di inseguire i propri sogni, a chi è capace di trasformarsi e prendere nuove forme. Come il feltro, duttile ma forte, capace di adattarsi ad una seconda vita con la morbidezza intrinseca della lana. Tutto questo è Lefrac tutto questo è Lidia con la sua famiglia. Brava Lidia in bocca al lupo!

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Borsa 03

Potete seguire Lidia su fb:

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Se volete acquistare lo potete fare direttamente sul suo e-commerce:

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Quando eco-sostenibile diventa moda e fashion? Vi racconto la storia di Marta e delle sue borse in legno OOD.

17 Mar

Quando la moda può veramente definirsi eco-sostenibile? Essere riconosciuta veramente cruelty free, nel rispetto di animali ambiente e lavoro? Ultimamente la tendenza a mettere Bio davanti ad ogni tipo di prodotto, sta diventando frequente, ma poi in verità quanto bio c’è in ogni prodotto e in ogni processo di lavorazione? Ho l’immenso piacere di raccontarvi la storia di Marta e della sua azienda che utilizza il legno per produrre borse e accessori alla moda. Marta Antonelli, romana e anima vegetariana, diplomata allo IED in Fashion shoes and Accesoires, ha messo su la sua azienda per dare vita a collezioni di borse e accessori del tutto naturali. L’idea di lavorare con materiali come la pelle e cose similari, andava contro ogni suo principio, mentre la voglia di dare vita ad un brand totalmente eco-sostenibile invadeva la sua mente. Così 4 anni fa insieme al padre ha creato e brevettato Ligneah, un materiale composto da un sottile strato di legno accoppiato al cotone, ponendo così le basi di questa bellissima realtà. Ci sono voluti circa sei mesi di progettazione per ottimizzare il lavoro e arrivare al prototipo definitivo che viene usato attualmente.

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Marta e il suo Papà insieme hanno fondato la loro azienda

E cosi dopo la laurea e grazie ad ad una fiera del settore nella moda eco-sostenibile a Milano ‘ So Critical so Fashion’,  Marta presenta la sua prima collezione che da subito riscontra un notevole successo di pubblico e di critica, e che  confermato immediatamente l’eccezionalità dell’idea dimostrandosi vincente.
Nel giro di breve tempo la sua azienda prende più sostanza e prende sempre di più il volto di Marta e ne rappresenta la sua etica, il suo rispetto incondizionato verso l’ambiente e verso gli animali, rappresenta la sua speranza che questo mondo possa migliorare e che  tutti i suoi sogni si possano avverare. I prodotti oltre ad essere totalmente cruelty free, hanno la certificazione Animal free dalla LAV, quindi privo di materiali di origine animale, è totalmente sostenibile e inoltre da poco hanno ottenuto la certificazione FSC ovvero Il marchio del Forest Stewardship Council (FSC) indica che il legno impiegato per fabbricare un prodotto certificato proviene da una foresta correttamente gestita secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Proprio per avere zero impatto sul territorio hanno stretto un accordo con Tree Nation dove per ogni prodotto venduto, pianteranno un albero nella nostra foresta, in Dosso Niger. Considerando che per realizzare 400 borse utilizzano un albero e ne ripiantiamo 400 , immettono nell’ambiente il 400% in più di alberi. E a definire tutto è che ogni prodotto è completamente bio degradabile.

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Tutto viene fatto internamente, Marta ha un’equipe di cui si fida ampiamente che si occupa di fare ricerca, sperimentazione attraverso dei macchinari studiati appositamente per questo tipo di lavorazione. La produzione è in continua crescita e le competenze acquistate dalle singole risorse, sono per Marta la certezza che il lavoro svolto sia un ottimo lavoro, oltre ad essere la garanzia della qualità dei suoi prodotti. Tutti gli accessori prodotti sono frutto di lavorazioni autentiche, artigiane, eseguite con massima precisione e scrupolo, rispettando tutti gli standard e  le caratteristiche di un prodotto eseguito a mano con passione e rispetto per il lavoro stesso. Sono ovviamente collezione inimitabili e di grande impatto. Ovviamente a supervisionare tutto ha il suo papà che oltre ad essere un valido supporto e sopratutto la sua spalla destra ed è ovviamente l’uomo di fiducia. Marta lavora sia per la sua linea OOD,che per conto terzi, e sviluppa prototipi a seconda della richiesta dei clienti. In produzione ha la sua nuova collezione molto più accattivante e vincente. Il pezzo forte è la shopper  Atlantea, unica nel suo genere, naturalmente bella ed elegante come tutti i suoi accessori. Essenziale ma ricca di emozioni. Sono prodotti che ti fanno sentire libera di indossarli e in pace con la propria anima e con il mondo che ci circonda, e allo tesso tempo non ti fanno rinunciare all’essere di tendenza. Sono dei piccoli gioielli nati dall’ingegno, dal coraggio e dal rispetto per l’ambiente di Marta. Io me ne sono innamorata e ringrazio Marta per questo piccolo contributo e le faccio il mio in bocca al lupo personale!

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Quando la stampa diventa una questione di stile. Vi racconto la storia di Daniela e delle sue Danilla Bag.

4 Mar

Che le borse attualmente possano essere considerate i nuovi gioielli di una donna, credo di poterlo affermare con estrema sicurezza, ma sono anche 
il filo conduttore che lega Daniela Monasterio, una laurea in architettura, alle tavole di linoleum. Sono esattamente questi fattori che le hanno permesso  di dare vita alla sua linea originalissima di borse e pochette, stampate artigianalmente e prodotte in un piccolo laboratorio in Abruzzo. L’ idea è arrivata per la necessità di distinguersi dalla massa e di dare un’ impronta estremamente personale ad un prodotto che l’avrebbe dovuta rappresentare fin dal primo sguardo. Così dopo aver eseguito la laurea in architettura e dopo una vasta ricerca sulle tecniche di stampa tradizionali, ha trovato in Romagna la stampa a ruggine, su stoffa con blocchi in legno intagliati a mano. Ovviamente quando possiedi un’ attitudine all’estro creativo non riesci a fermarti alla prima scoperta ma si è già affamati di nuovi tentativi e di nuove cose. Così Daniela continua il suo percorso formativo nel mondo della stampa e prova con la xilografia, atra tecnica di stampa, molto antica che consiste nell’incisione di immagini su tavole di legno o linoleum, in pratica una produzione in serie di determinati soggetti. E ovviamente provando le varie tecniche, miscelandole tra di loro, sbagliando e ricominciando da capo Daniela ha trovato il suo stile. Originalissimo.

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Daniela Monasterio – Pescara

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Progettazione incisione

La voglia era quella di riuscire a realizzare delle borse con tessuti prodotti e stampati da lei, quindi tessuti e colori ecologici, che ritraessero una delle cose di cui è più appassionata. La natura. Così comincia a studiare una serie di motivi vegetali che richiamassero fiori, petali, foglie, steli e tutto ciò che potesse appartenere a questo mondo. Nasce cosi ufficialmente la linea di borse Danilla Bag, dove lei cura ogni singolo dettaglio dalla ricerca dei tessuti italiani che spesso sono quelli da tappezzeria, alla scelta dei motivi da incidere e stampare. Originale nell’estetica nella sostanza e nell’anima. Le collezioni di Daniela sono collezioni che hanno uno stile inconfondibile, stilose, perfette nella loro semplicità, autentiche nei materiali. Sono lineari, che racchiudono alla perfezione tutto il suo mondo, le sue passioni la sua storia e la capacità di far diventare una stampa un marchio identificativo del proprio prodotto.

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Prima fase dell’ incisione

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Disegni motivi naturali

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Risultato finale

Le borse e le pochette sono armonicamente inserite nel quotidiano caotico di una donna, sono leggere, pratiche, ecosostenibili di impatto e comode tanto da poterci racchiudere dentro la propria vita e i propri segreti senza che nessuno se ne accorga e portarseli in giro ben custoditi. Ogni borsa e ogni singola produzione ha dietro di se diversi passaggi che le hanno permesso di essere portata addosso con disinvoltura, dietro ci sono ore di incisione di tavole di linoleum, fatto rigorosamente a mano, giorni di asciugatura dei colori e tempo per assemblare ogni singola azione, oltre allo studio e alla progettazione delle forme e dei modelli.

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Pannelli di tessuti stampati

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Fase di asciugatura

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La creazione di un pattern

Daniela con poco è riuscita a far combaciare forme, spazi, colori in un modo del tutto naturale e che fino a quel momento si ignoravano. Tutto questo è la grande forza di questo architetto/designer, anche se a lei non piace definirsi tale, di origine Abruzzese, mamma a tempo pieno che nonostante i grandi sacrifici investe ancora in questo territorio facendosi ispirare ogni giorno. Ovviamente non è sempre tutto facile ma con la determinazione si superano muri altissimi. Brava Daniela E In Bocca al lupo!

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#5 la firma olfattiva di Ghirigoro. Oggi vi racconto la mia storia.

28 Lug

E’ un pò che sto decidendo con quale post uscire sul blog, alla fine ho optato per una volta di raccontare la mia storia. Ora non sto li a ripetere tutto il monologo per non annoiarvi (potete leggere qui:                        https://ghirigoromadeinitalyblog.wordpress.com/2014/06/19/ghirigoro-un-eccellenza-italiana/ ), ma vi voglio raccontare di come ho cercato di rendere unica questa ultima produzione firmata Ghirigoro. Mi sono resa conto che se  fai un giro sul web troviamo tutte le t-shirt del mondo con illustrazioni meravigliose, accessori di vario tipo e dagli infiniti materiali, e tutto questo lo trovi anche a un buon prezzo e a volte con la spedizione gratuita.  Ultimamente è sempre più frequente trovare piccole produzioni a tiratura limitata con lavorazioni artigianali, tutto rigorosamente made in Italy, cosi mi sono chiesta cosa potevo fare per distinguermi in mezzo a tutto questo. Come prima scelta ho inserito i capi in denim, che avevo in mente da un pò. E per renderli veramente riconoscibili, grintosi, alla moda e con personalità,  ho provato dei lavaggi particolari che donasse ai capi quel sapore vintage, di vissuto, che adoro sul denim.  E piano piano il risultato e l’immagine che volevo è uscita fuori con mia grande soddisfazione. Cosi ho aggiunto anche le gonne a ruota di tendenza e sempre belle addosso. i lavaggi sono stati effettuati in strutture specializzate ed essendo pochi pezzi sono stati lavorati singolarmente uno ad uno.

T-shirt denim Ghirigoro

T-shirt denim Ghirigoro

Casacca denim Ghirigoro

Casacca denim Ghirigoro

Gonna ruota Denim Ghirigoro

Gonna ruota Denim Ghirigoro

La particolarità però di tutta la produzione è stata l’idea di dare ai capi la tanto amata “firma olfattiva”. L’idea è venuta fuori durante un caffè con Angela Ciampagna (di cui ve ne parlo qui:                                                 https://ghirigoromadeinitalyblog.wordpress.com/2015/05/11/ad-ognuno-la-propria-essenza-la-storia-di-angela-e-enrico-i-profumieri-di-atri/ ) E cosi è nata questa adorabile e profumosa collaborazione tra Ghirigoro e Label di Atri, dove ho trovato cordialità professionalità, tanta, è una sensibilità che pochi hanno perché credetemi non è facile per niente tramutare un’ idea in un profumo. Con Angela ho avuto un primo ncontro, dove a parole ho cercato di spiegare l’odore che volevo avesse Ghirigoro. A me piacciono i profumi freschi, non i floreali, quelli erbacei, mi piacciono le spezie in modo particolare lo zenzero, e volevo che il profumo sapesse di inchiostro, perchè i calligrammi sono fatti con l’ inchiostro. E doveva essere un profumo unisex, che non disturbasse, lo volevo garbato gentile ma forte. Noi Abbruzzesi siamo cosi in fondo. Tutti i miei gusti sono andati a finire nell’agenda magica di Angela,  che mentre parlavo mi faceva sentire le campionature di diverse essenze, e le combinava tra di loro, dalla rosa, all’ambra, fino all’ortica bianca. Meravigliosa. E le serviva per capire in quale direzione moversi. Una settimana dopo ci siamo riviste per un caffè ad Atri e mi ha consegnato i 6 provini.

Assoggio delle essenze.

Assaggio delle essenze.

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I 6 provini delle fragranze.

Mi ha spiegato come avrei dovuto fare per capire bene il profumo, per capire come sarebbe stato l’effetto finale, e come la maglietta si presentava. Ovvero spruzzarne un pò su un tessuto di cotone e chiudere subito il pezzo di stoffa nei sacchetti che si usano per congelare i cibi, lontani da odori forti o altro perchè il cotone tende ad assorbire tutto,  per poi annusare almeno un paio di ore dopo. In questo modo aprendo il sacchetto la fragranza che sarebbe venuta fuori era quella definitiva. E così ho fatto. Ho numerato tessuti e sacchetti per evitare di sbagliare, li ho chiusi con un nodo, e la sera nella mia stanza dove nn c’erano odori ne di cucina ne di altro tipo, in totale silenzio e riservatezza, perché non volevo essere influenzata da niente e da nessuno, ho chiuso gli occhi e ho cominciato ad aprire i sacchetti. L’ho fatto per tre volte a distanza di un pò di tempo, altrimenti rischiavo di nn sentire più nulla dopo un pò. Alla fine ho scelto. Era la boccetta numero 5. Del tutto casuale. Era Ghirigoro. Che emozione, come può un profumo farci emozionare? Angela aveva azzeccato in pieno lo spirito e ciò che doveva rappresentare. Perciò ho lasciato che  Il nome del profumo fosse semplicemente #5, ovvero il numero della boccetta.

Prove su cotone

Prove su cotone

#5 – Saggio 5 Erba e China: erba, salvia, timo, canfora, menta, lavanda, magnolia, gelsomino, hinoky, balsamo di copahiba. NOTE DI TESTA: magnolia, gelsomino, ciclamino. NOTE DI CUORE ERBA E CHINA: timo, salvia, menta crispa, canfora.       NOTE DI FONDO ELEMI: hinoky, franchincenso, balsamo di copahiba.

Descrizione Fragranza

Descrizione Fragranza

Ho subito immaginato che chi avesse  aperto il pacchetto, e sentendo questo profumo leggero leggero, si immaginava a correre a piedi nudi in un prato, e a sentire tutti quei profumi veri, legnosi, speziati che solo questi posti ti danno. Ghirigoro è così io sono così. Mi piaceva che chi avesse sentito la fragranza, percepisse l’idea di libertà di eleganza di coraggio e di fantasia che i miei calligrammi rappresentano e che le maglie portano come messaggio. Un messaggio sempre positivo. Un profumo che rappresenta la tenacia come gli inchiostri, che perseverano nel tempo, e la ciclicità della vita stessa che ogni giorno si rigenera in cose e esperienze nuove come la natura. Non ho cercato altri nomi perché è un numero a cui sono legata particolarmente, e che ricorre spesso nella mia vita.  Io e mio padre siamo nati il 5, Chanel ci ha costruito un mondo con il 5 (non che aspiri a tanto!) e cosi via. E’ un numero baciato dal destino per me e che mi ha emozionato quando l’ ho sentito e ho capito che era l’essenza su misura per Ghirigoro. Cosi è nata  la firma olfattiva, che da qui e spero per sempre accompagni le mie produzioni rendendole uniche nel loro genere. Ho voluto investire in questa particolarità per caratterizzare e raffinare il mio prodotto e presentarvi sempre ua cosa in più rispeto alle precedenti. Ogni produzione prende sempre pù personalità. Spero sia di vostro gradimento. Tutta questa ricerca e tutto questo investimento in matrie idee ricerca non mi permettono di mettere i saldi. Spero e sono sicura che comprenderete il lavoro e le idee che ci sono dietro.  Questa volta anche se non vale l’in bocca al lupo me lo faccio io!

La vostra Giò.

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

Parola di DANIELA MARTELLA

23 Giu

Daniela Martella Handmade è un laboratorio artigianale basato ad Atri in provincia di Teramo, ormai operativo da tre anni. Nella mia attività di designer cerco di riportare alla luce antiche tecniche proponendole con materiali particolari in modelli contemporanei. Progetto e realizzo capi in maglieria a mano e a macchina su misura, andando in contro alle esigenze e ai desideri dei clienti. Ho un vasto campionario a cui essi f anno riferimento per creare i l loro modello personale. Ogni capo realiz zato è esclusivo e irripetibile , se non talvolta cambiando il colore o il filato sempre variando qualche detettaglio. Il modello da me proposto è realizzato con “l ’ inteccio a forcella”, di seguito riporto i vari passaggi per realizzare questa particolare e semplice tecnica.

OCCORRENTE: 

– 500 g di cotone marrone

– Forcella universale

– Uncinetto n°4

– Forbici

– Ago

PUNTI IMPIEGATI:

Catenella: Creare un anello con il filo, inserire l’uncinetto nell’anello. Agganciare il filo ed estrarlo dall’anello.

Maglia bassissima (= mbss ): puntare l’uncinetto nella maglia sottostante, estrarre il filo e passarlo nella maglia sull’uncinetto.

Maglia bassa: puntare l’uncinetto nella maglia sottostante, estrarre il filo, fare 1 gettato e chiudere le 2 maglie sull’uncinetto.

Maglia in costa dietro: lavo rare puntando l’uncinetto SOLO nell’asola posteriore della maglia.

ESECUZIONE DELLE STRISCE:

Prendere la forcella e metterla in posizione 1/6 (si tratta della misura più larga). Far passare il filo sotto la forcella, dal basso verso l’alto.

Fare un doppio nodo al centro della forcella.

Tendendo il filo con la mano, ruotare la forcella per mezzo giro da destra verso sinistra. Questo movimento di rotazione andrà eseguito per tutta la lavorazione.

Infilare l’uncinetto nell’asola che si è creata con il doppio nodo fatto precedentemente.

Fare 1 maglia bassa.

Girare nuovamente la forcella, sempre da destra verso sinistra.

Passare con l’uncinetto sotto ai due fili che si trovano più in alto rispetto alla lavorazione.

Eseguire una maglia bassa. Continuare in questo modo fino ad aver fatto un n° (secondo la altezza necessaria) di asole da entrambi i lati della forcella.

Realizzare, allo stesso modo, altre strisce, avendo cura di controllare, prima di sfilare la striscia, che la qua ntità di asole sia uguale per tutti e due i lati della forcella. Alcune più lunghe per formare il corpo della maglia altre più corte per le maniche.

UNIONE DELLE STRISCE:

Agganciare il filato nella prima maglia bassa di chiusura delle asole, * 4 catenelle, 1 maglia bassa nella maglia bassa seguente della striscia inferiore, 4 catenelle, 1 maglia bassa nella maglia bassa successiva della striscia superiore **. Ripetere da * a **per tutta la lunghezza delle strisce/conchiglie. Unire allo stesso modo anche altre strisce: si creerà un percorso zig zag e un rettangolo con le 10 strisce unite a conchiglia.

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Post By

Daniela Martella – HandMAde

La storia di Daniela la trovate in questo Link:

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Per info e collaborazioni potete contattare Daniela sul suo sito personale
http://www.martellahandmade.com 
oppure sulla pagina Fb :
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Giovanna Bronico – Autrice

Borsa e Architettura, tutta questione di proporzioni.  Daniela Vicaretti e la sua Fèmmn.

9 Giu

E’ con piacere che vi racconto la storia di Daniela Vicaretti e del suo elegantissimo progetto che porta il nome di Fèmmn. Ho avuto l’onore di essere ospite nel suo atelier e di conoscere intimamente un bel progetto dalle grandi potenzialità e qualità che tuttavia sono unite da un unico filo conduttore: “l’umiltà”. Ho conosciuto Daniela tramite facebook e da subito è nata una forte sinergia; Daniela è una abruzzese doc, architetto urbano per professione, mamma di due splendide ragazze e designer di accessori per passione e per amore. Ho trascorso con lei un’ intera giornata, a Celano, dove vive e lavora e dove ha sede Fèmmn.

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Logo Fèmmn.

Borse collezione Daniela Vicaretti.

Borse collezione Daniela Vicaretti.

Borse collezione Daniela Vicaretti.

Borse collezione Daniela Vicaretti.

Il progetto Fèmmn nasce da qualche anno, da quando dopo aver raggiunto traguardi sia a livello professionale che personale, Daniela decide di dare voce ad una passione che da sempre è presente nella sua vita. Si dedica al design e ad un sogno che aspettava solo il momento adatto per uscire dal cassetto. Così inizia questo nuovo percorso; da subito frequenta a Roma un corso di “modellismo e prototipazione” in un’accademia qualificata che forma stilisti emergenti. Inizia tra grandi sacrifici ma con una grinta fuori dal comune e passo dopo passo comincia a idealizzare le sue borse. Ha già alle spalle una laurea in architettura, anni di esperienza e un buon bagaglio culturale e visivo. Daniela ha dentro di sé linee, volumi, forme, concetti e proporzioni; le idee prendono forma e da concetti diventano bozzetti e da bozzetti, prototipi.

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Le Borse sono progettate e studiate personalmente da Daniela Vicaretti.

Sono utilizzati solo i pellami migliori nel mercato italiano per la produzioni di queste mini collezioni.

Sono utilizzati solo i pellami migliori nel mercato italiano per la produzioni di queste mini collezioni.

Daniela ama molto il territorio che la circonda, ne apprezza pregi e difetti, ama le persone che lo popolano, ama i rumori e i profumi che sente quando si affaccia in quella vallata, che sembra non aver fine, tra prati verdi, nuvole e l’azzurro del cielo. Ama il cibo e il buon vino. E’ passionale, viscerale a tal punto che decide di chiamare la sua linea Fèmmn. Quasi fosse un richiamo all’ origine, il richiamo di una donna raffinata, elegante amorevole lontana dai ogni tipo di cliché. Fèmmn incarna una donna indipendente, coraggiosa, forse di altri tempi, ma sicuramente dallo spirito forte e decisamente moderno. Fèmmn racconta di questo. Le borse sono essenziali, dalle linee morbide e decise, seguono le forme e si adagiano sui fianchi come piccole opere d’arte. Sono perfette nel design e nella cura dei dettagli, ogni singola applicazione è rigorosamente in ottone, lavorata a mano e con particolari tecniche ; insomma ogni borsa è da considerarsi come un pezzo unico. I pellami sono tra i migliori e tra i più pregiati sul mercato italiano. Il legame con il territorio è talmente forte che porta Daniela ad affidare le borse -nella produzione di piccole serie- ad aziende artigiane locali nelle quali ripone la sua fiducia, avendo come primo obiettivo la qualità.

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Particolare Atelier – Celano

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Particolare frange in pele.

Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

L'eleganza dei dettagli.

L’eleganza dei dettagli.

Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

Particolare accessori in ottone lavorati singolarmente con tecniche particolari.

E’ lei a seguire direttamente la produzione ed ogni pezzo è in continua evoluzione fino a quando non raggiunge la perfezione; solo allora la borsa è pronta per uscire, come una donna al primo appuntamento. La cura dei dettagli è maniacale e la raffinatezza delle lavorazioni sublime. E’ difficile trovare degli accessori/borse così ben fatti/e, e alla vista e poi al tatto ci si rende conto che dietro impera la volontà di offrire non solo un bel prodotto ma un prodotto di qualità e ben fatto. Tutti i processi di lavorazione sono manuali e la perfezione dei dettagli ne garantisce l’autenticità. Tutto, rigorosamente, 100% Made in Italy.
Credo che la bellezza, intesa a tutto tondo, possa essere l’unica arma a nostra disposizione per salvarci. Daniela è sulla buona strada. In Bocca Al lupo!

Potete seguire Daniela Vicaretti e le sue meravigliose creazioni direttamente sulla pagina Facebook:

https://www.facebook.com/pages/Fèmmn/730670883625189?fref=ts

Oppure sul sito:

http://femmn.it/#1

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Giovanna Bronico – Autrice

By Alis…quando la realtà supera l’immaginazione.

4 Mar

Se vi dico Alis cosa vi viene in mente? A me prati sconfinati paesaggi bellissimi tanto amore e un indigestione di colori e tessuti. Può un solo nome racchiudere così tante cose??  Chiedetelo ad Alessandra Navetta creatrice del marchio By Alis che mi ha letteralmente avvolto in questo meraviglioso progetto, diventare stilista passando per una laurea di architettura. Dopo aver completato gli studi a Forlì e essersi iscritta regolarmente all’albo, ha testato di persona l’instabilità  del lavoro, così un bel giorno decide di prendere la vecchia macchina da cucire della nonna, ma sempre ben funzionante, che fino a quel momento era servita per crescere una piccola passione scoperta di recente da Alessandra, cucire. Pur non avendo una formazione mirata a questo tipo di attività, ma seguendo istinto e passione, comincia a creare delle t shirt da piccoli scampoli che aveva in casa e ricostumizzare delle canotte che cominciano a fare il giro tra le sue amiche per la loro particolarità. Alessandra riesce a far crescere di giorno in giorno questa passione diventando sempre più grande e facendosi sempre più spazio nella sua vita, fino a quando da hobby ne diventa un lavoro vero e proprio. Alessandra trasforma quella che era la sua cameretta da bambina, e come per le t shirt le dona una nuova vita,  facendola diventare il suo nuovo studio, dove progetta da buon architetto le sue collezioni. Così tutto prende un nome una forma e una sostanza. Nasce ufficialmente “By Alis”.

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I suoi abiti sono eterei e fluttuanti e capaci veramente di trasportarci in altre dimensioni. Sono leggeri, le fantasie dei tessuti sorprendenti e molto chic capaci di far sentire il profumo di quei colori. Sono abiti per chi ha voglia di sognare ad occhi aperti e immaginare mondi stravaganti, sono creazioni di una forza incredibile. Alessandra mi ha conquistato perché il suo è un progetto come già altri citati nel blog, completamente autonomo autofinanziato e made in italy rigorosamente. Alessandra si occupa in pratica di tutto, dal progetto alla ricerca dei tessuti che esegue direttamente sul territorio, si occupa personalmente della produzione che esegue solo lei, drappeggiando direttamente sul manichino i tessuti, e una volta ottenuto il risultato immaginato procede con le cuciture e le rifiniture che il caso richiede. Si occupa degli shootting con le modelle e il marito le da una mano con i vari set fotografici tutti realizzati “in casa”. La linea By ALIS e per chi ha voglia di evadere da questa realtà a volte troppo piatta, per chi si sente visionario ma vuole avere un tocco chic e glamour. Ogni singolo capo fa parte sempre di una collezione speciale ed è perciò un pezzo unico, ma a mio avviso magico. Sono capi con un valore aggiunto sono capi dove ricerca e materie prime sono frutto di aziende locali, sono capi made in italy, nati da un ingegno artigianale perché eseguiti rigorosamente a mano uno ad uno senza tralasciare nulla. Sono capi che lasciano intravedere l’architetto che cè in Alessandra per le linee che seguono ma lasciano intravedere e comunicare molto di più il suo lato romantico.
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Alessandra è riuscita a trasformare la sua vita,stravolgendola creando una nuova lei, così come è capace di dare una nuova vita a tessuti meravigliosi.

Per info e acquisti potete contattare direttamente Alessandra sul suo sito:

http://www.byalis.it/

oppure la potete seguire sulla pagina ufficiale di fb:

https://www.facebook.com/byalis.lab?fref=ts