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Giovani scrittori crescono. Vi presento Giampiero Margiovanni.

2 Mag

In questi ultimi tempi sto notando come tanti Abruzzesi stiano intraprendendo dei percorsi meravigliosi in particolare nella scrittura e nella pubblicazione di un libro. Cosi mi sono messa in contatto con loro per farveli conoscere perchè ritengo importante anche questo tipo di Made In Italy. Do il via Con Giampiero Margiovanni che ha presentato poco tempo fa il suo primo libro I SOGNI NELLE LACRIME che ha gia riscosso un notevole successo. Paragonato al nuovo Ammaniti con il suo thriller dalla narrazione e dallo stile impeccabile che tiene incollati alla lettura fino all’ ultima pagina, degno di un grande scrittore.  Complimenti Giampiero e in bocca al lupo!

Buona Lettura

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Giampiero Margiovanni – Scrittore

G – Chi è Giampiero Margiovanni e parlaci un pò di te.

GM – Ho 27 anni, sono di Atri precisamente vivo una piccola frazione chiamata Treciminiere, sono laureato in Mediazione linguistica, attualmente lavoro come assistente alla direzione per il brand We Positive, ma ho diverse passioni e hobby tra cui la scrittura appunto e il teatro, infatti faccio parte di una compagnia teatrale chiamata Les enfants Rouges e da novembre frequento un corso di teatro che si tiene a Pescara da Giampiero Mancini.

G – Come ti sei affacciato alla scrittura e quando hai iniziato a scrivere?

GM – Il mondo dei libri mi ha sempre appassionato, prima di tutto come lettore..ma fin da piccolo ricordo che scrivevo e inventavo storie, in un tema alle medie scrissi pure che da lì a qualche anno avrei pubblicato un romanzo…anche se non è avvenuto proprio “qualche anno dopo”…però è successo.

G – Il tuo libro, come è nato?

GM – Il mio primo romanzo si chiama I sogni nelle lacrime e nasce 20 anni fa da un incubo che fece la mia bisnonna. Sognò che io e mio cugino e lei venivamo rapiti e rinchiusi in una vecchia casa…quel sogno mi è sempre rimasto impresso nei ricordi e mi ha dato la base su cui costruire tutto il racconto…anche perché poi il racconto differisce molto dal sogno fatto 20 anni fa dalla mia bisnonna.

G – Ci racconteresti in breve di cosa parla?

GM – Parla di nonna Angelica Max e Leo due fratellini suoi nipoti. I tre vengono rapiti dal Bulgaro e dal suo complice Giovanni per dei loschi traffici di una banda dell’est europa. Nel bel mezzo del racconto nonna e nipoti scoprono di non essere così lontani da casa e tentano la fuga…

G – che importanza ha avuto la tua famiglia in questo progetto?

GM – La mia famiglia mi è sempre vicina in tutto quello che faccio per fortuna…quindi anche questa volta a modo loro mi hanno incoraggiato.

G – Pensi che sia stato difficile arrivare fino alla pubblicazione?

GM – Si perché purtroppo non basta essere bravi bisogna avere anche fortuna…ritengo di essere comunque un privileggiato ad avere una casa editrice che punta su di me in quanto Solfanelli è tra i migliori editori abruzzesi. Poi se sono anche bravo lo lascio decidere a chi leggerà il mio libro.

G – Cosa Pensi del panorama italiano editoriale ? Oppure meglio l’estero?

GM – Da quello che so io all’estero, soprattutto negli Usa, si fa molto più scouting e si investe di più…mi è capitato di sentire di case editrici italiane che pubblicano ragazzi giovanissimi senza nemmeno leggere i manoscritti, magari hanno tra le mani il nuovo Follett e nemmeno se ne sono accorti, e abbandonano gli autori a se stessi…come anche c’è chi pubblica cose improponibili di autori che non sanno nemmeno parlare l’italiano.
Secondo me bisognerebbe pensare di più prima di dire no o sì a un autore.

G – Quanto hanno influito i social nel tuo progetto?

GM – Penso che siano un’ottima vetrina, ma non hanno inciso molto nel mio caso… Sicuramente ci sono grandi margini di crescita in quel campo.

G – Cosa ha significato per te questo lavoro?

GM – Credo che sia una grande cosa..non solo per me ma per chi scrive in generale..poter rendere reale ciò che fino a qualche tempo fa era solo un’idea in testa non è da tutti. Purtroppo definirlo lavoro è esagerato perché sono in pochi quelli che riescono a vivere di arte.. ma ci stiamo adoperando in quella direzione.

G – Cosa ti senti dire a chi inizia a scrivere oggi?

GM – Inanzitutto di non piegarsi all’editoria a pagamento, tenere un anno in più il manoscritto in cantina è sempre meglio che regalarlo al primo che passa solo per smania di pubblicazione…e poi voglio dire di crederci perché se non ci credi tu in prima persona non ci crede nessuno.

G – Quale scrittore ti ha più influenzato?

GM – Sicuramente Niccolò Ammaniti. Qualcuno ha insinuato che il mio stile sia molto simile al suo…speriamo non si offenda nessuno…

G – Cosa ti aspetti per il futuro?

GM – Ho in cantiere un altro libro e spero di finirlo entro la fine dell’anno.

G – un tuo parere su chi cerca di fare impresa in Itala oggi?

GM – Sarò banale…purtroppo l’Italia taglia le gambe a chi prova ad affacciarsi nel mondo imprenditoriale piccolo o grande che sia. Conosco persone a cui, nonostante l’andamento positivo degli affari, è convenuto chiudere la propria attività piuttosto che mettersi in regola con tutte le norme e leggi.

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I Sogni nelle Lacrime – Copertina

 

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

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Illustrazione Italiana, Vi presento Rosalba Cafforio.

5 Apr

Conosco Rosalba Cafforio da un pò di tempo, abbiamo condiviso un percorso lavorativo insieme, stesso ufficio ma in collezioni diverse, e mi ha sempre entusiasmata il suo modo di disegnare e la mano che avesse, espressiva originale bella, pulita e molto glamour. Cosi ho deciso di intervistarla per il Blog perchè ho voglia di dare spazio qui sopra ai giovani illustratori emergenti che si occupano di moda. E’ artigianato anche questo oltre a essere pura poesia! Ad inaugurare queste interviste ho scelto lei perchè la ritengo straordinaria, perchè è una giovane mamma ed è sposata. Ne è venuta fuori una bella intervista, un grande inno all’ Italia, alle donne, e quando una famiglia e la maternità non sono un ostacolo ma solo grande motivazione. Complimenti Rosalba e in bocca al lupo!

Buona lettura

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ROSALBA CAFFORIO

 

 

G – Chi è Rosalba Cafforio ?

R- Un’ illustratrice italiana specializzata nel settore fashion & beauty.

G – Quale è il tuo stile?

R – Ho iniziato con quelle che scherzosamente definirono le “big headed girls”, un modo come tanti per connotare uno stile e tentare di renderlo memorabile.

Il primo esperimento che ha raggiunto un qualche risultato apprezzabile di pubblico resta una delle mie creazioni preferite: contaminazione della mia esperienza come figurinista di moda con i personaggi super deformed giapponesi ed il sumi-e. Digitale. Fu considerata una bestemmia da qualche purista della carta. E del pennello che tanto mi costò abbandonare in favore del nuovo processo a base di tavoletta Wacom, più versatile in editoria.

Le mie “testone”, purtroppo, dureranno poco più di qualche altro piccolo successo: durante una portfolio review dell’agosto 2016, una professionista dell ‘AOI londinese di cui sono socia mi suggerì di proporzionare più realisticamente le figure per poter lavorare nel settore fashion & beauty. Da allora la mia ricerca di stile è in costante evoluzione e sempre lo sarà, sotto l’occhio benevolente di un BIG dell’illustrazione fashion & beauty che mi segue e che non smetterò mai di ringraziare.

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LINESY per PRADA  SS2016

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DOLLS per CHANEL SS2016  HAUTE COUTURE

G – Come la maternità ha migliorato il tuo lavoro?

R – Sono sempre stata molto sensibile. La maternità ha accentuato questo aspetto che è insieme forza e debolezza del mio essere. Ringrazio il cielo per questo e cerco, attraverso il mio lavoro, di trasmettere al mondo un po’ della bellezza che oggi, dopo tanti anni vicina alle controculture, scelgo di vedere a questo mondo. Dolores Abernathy docet. Che io riesca o meno a farlo dovrà dirlo qualcun altro, si tenga presente che l’obiettivo è quello.

G – Come mamma e donna di famiglia come riesci a organizzare il tuo lavoro?

R – Rigore da caserma, l’opposto di quello che -nell’immaginario collettivo- è lo stereotipo dell’artista scanzonato sdraiato al sole con una margherita in bocca. Sveglia all’alba e un supermarito a supportarmi. Quando i miei uomini si alzano io ho già disegnato due ore e preparato la colazione. Poi ho un’altra mezza giornata tutta da dedicare all’illustrazione. Di nuovo cambio casacca, torno ad essere la padrona di casa e mi dedico a mio figlio e mio marito. A letto con le galline ovviamente. La massima trasgressione -soprattutto sotto consegna- è fare binge watching fino a mezzanotte di una qualche serie che mi prende particolarmente. Breaking Bad in questo periodo.

G – Come si progetta un lavoro e da dove si inizia?

R – Da un brief. L’illustrazione di moda è un lavoro di arte applicata. «L’arte un tempo era difficile da fare, facile da capire. Oggi, al contrario, è facile da fare, difficile da capire» Stando a questa provocatoria definizione del Crespi, penso che quello dell’illustratore di moda debba essere un lavoro più vicino a quello dell’artista di un tempo, che partecipi nel suo piccolo e nella maniera più inclusiva possibile a costruire un’ideale di bellezza condiviso. Ogni progetto parte da un input da tradurre in una ricerca. Il che genera un moodboard e la creazione di uno o più personaggi a cui si cerca di dare un’anima prima ancora che dei connotati e l’inserimento in una composizione. Sono contenta quando una buona esecuzione riesce contemporaneamente a raccontare una storia. Sto lavorando proprio in queste settimane ad una gran bella storia raccontata attraverso diverse tavole, ma non posso dire nulla di più al riguardo per il momento. Di lavori risultati in un mero esercizio di stile incomprensibile ai più ne ho pieni i cassetti. Chiusi a chiave.

G – Quanto tempo c’è dietro ad una creazione mediamente?

R – Quanto me ne dà il committente. Attualmente sviluppo su due linee, una “lepre” ed una “tartaruga“. Com’è ovvio, tempi “tortoise” portano a lavori più dettagliati, ma non è detto che siano migliori di quelli cosiddetti “hare“. Dipende dall’obiettivo da conseguire.

G – Cosa ti ispira?

R – Tutto. L’ispirazione di oggi potrà essere una fioritura, ho un meraviglioso kanzan in giardino che sta sbocciando in questi giorni. Il basso di mio marito a prendere polvere sopra una pila di vecchi numeri di Vogue, un bel libro, un incontro atteso, un vecchio pezzo alla radio, una passeggiata tra paese e campagna, una domenica piovosa con una tisana dietro al vetro, un viaggio, un fumetto sconosciuto ai più, un gatto che punta un insetto, un lungometraggio di Miyazaki guardato insieme a  mio figlio. Un ricordo della mia vita passata, ho avuto la fortuna di viverne almeno tre abbastanza eterogenee a soli 32 anni. Non ho una ricetta dell’ispirazione universalmente valida, ma la parte di giornata da illustratrice la spendo con musica di ogni genere sempre nelle orecchie. Nina Simone in questo periodo.

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ELECTRA per MIUMIU SS2017

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LULU per KENZO HM CAPSULE FW 2016

G – In questo momento un po’ particolare che difficoltà incontra una professionista come te?

R – Riuscire a ricavare con le mie sole forze una nicchia dove vivono i giganti del mestiere. Sentirmi grande nello stagno rassicurante dei pesci piccoli non renderebbe giustizia a questo sforzo collettivo di tutta la mia famiglia.

G – Credi che l’Italia sia ancora il posto ideale per questo tipo di lavoro?

R – L’Italia è una sposa che porta in dote un fardello pesante rispetto a quello che grava sui miei omologhi di oltremanica e di oltreoceano. A questi colleghi, con cui spesso mi confronto, è molto difficile far capire che vivere in Italia non è esattamente il giro di gondola che immaginano. In linea con quelle che sono le loro aspettative invece, c’è da dire che vivere in Italia è una fonte di ispirazione senza fine. Dietro l’angolo. Il prezzo è caro, il tempo mi dirà se ne sarà valsa la pena. A dare una mano ed un incoraggiamento ci pensano gli amici di Illustri, una giovane e dinamicissima Associazione che raccoglie le migliori matite della penisola.

G – Meglio committenti stranieri o italiani?

R – Meglio committenti seri, in Italia o all’estero.

G – Credi nel made in italy?

R – Urca! Vivere nel bello aiuta a produrre il bello, indubbiamente. Contaminatevi d’Italia quanto più potete amici stranieri, il vostro lavoro artistico ne gioverà.

G – Quanto è importante il web per il tuo lavoro?

R – Fondamentale, l’internet accorcia di molto le distanze. Viviamo tempi estremamente interessanti (in senso buono, non nel senso della maledizione cinese).

G – Che consigli puoi dare a chi ti segue e a chi vorrebbe intraprendere questa carriera?

R – Obiettivi chiari e misurabili, un bel bagaglio di esperienze e tanta pazienza! I risultati arriveranno. Chiudo condividendo un consiglio del mio mentore, colpevolmente decontestualizzato e qualsiasi cosa ci leggiate: «Don’t lose the fashion».

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ALICE per DG FW 2016

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Puoi seguire Rossalba Cafforio direttamente sulla sul sito:

http://www.rosalbacafforio.com 

Oppure direttamente sulla suo profilo Instagram: 

https://www.instagram.com/rosalbacafforio/ 

Puoi acquistare su:

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

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A scuola di metalli battuti. Parola di Bianca Carestia

10 Giu

Per la rubrica “Parola di Artigiano”  questo venerdi ho avuto il piacere di intervistare Bianca Carestia ideatrice della sua linea di gioielli made in Italy  The Sweet Leaf Creations  dove lavora in maniera eccelsa i metalli semplicemente battendoli e piegandoli, dando vita cosi a creazioni originali e particolari.

Buona lettura!

G – Chi è Bianca Carestia?

B – E’ sempre difficile definire se stessi ma posso provare a raccontare qualcosa di me…
Da sempre fin da piccola ho amato disegnare, il mondo dell’arte e la creatività in generale.
Il mio percorso di studi mi ha permesso di assecondare queste mie inclinazioni:
ho conseguito il diploma artistico e già da quel momento ho iniziato ad interessarmi all’arte orafa ma poi come spesso capita (diciamo anche per questioni logistiche) ho deciso di studiare grafica pubblicitaria, cosa che mi ha dato modo di avere diverse esperienze lavorative nell’ambito della moda come graphic designer.
Rimasta senza lavoro, come tanti a causa della famigerata crisi ho colto l’opportunità ed ho deciso di tornare a coltivare le mie passioni, frequentando un corso di arte orafa che mi ha permesso di apprendere nozioni e tecniche per realizzare quello che faccio attualmente.

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Bianca Carestia nel suo laboratorio a Pescara.

G – Perché ha scelto di lavorare i metalli?

B – Il metallo é un materiale che mi ha sempre affascinato, mi permette di realizzare oggetti ricercati e duraturi nel tempo.

G – Ci può descrivere l’arte dell’orafo?

B – Lavorare metalli nobili e pietre preziose é un arte dalle origini antiche che richiede dedizione e passione.
Le tecniche di maggior pregio sono quasi esclusivamente manuali e si avvalgono di attrezzi ed utensili altamente specializzati derivati da quelli comunemente usati nella tecnologia meccanica, é una cosa abbastanza complessa.
Per quanto riguarda le creazioni che realizzo attualmente non penso sia corretto parlare di arte orafa in quanto io utilizzo solo alcune delle tecniche messe in opera dall’orafo, mi definirei semplicemente un’artigiana che lavora il metallo.

G – Quale tecnica viene usata in particolare che rende la linea The Sweet Leaf Creations  riconoscibile a tutti? Che tipi di materiali vengono utilizzati e che caratteristiche hanno?

B -Per realizzare le mie creazioni traggo principalmente ispirazione dalle forme della natura.
La spirale ad esempio che in natura é presente ovunque, si ritrova quasi sempre negli oggetti che realizzo ed é spesso la forma dalla quale parto.
Ogni gioiello è pensato, creato e realizzato a mano con molto amore e  dedizione, ognuno é diverso dall’altro e questo li rende speciali.
Per quanto riguarda i materiali, utilizzo pietre naturali, talvolta ceramica e vetro, filo e metalli quali: l’ottone, il rame, l’acciaio inox, l’alluminio ed occasionalmente l’argento.
Le mie creazioni sono tutte realizzate con intrecci di filo metallico e prive di saldature.

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I materiali

 

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Fase di lavorazione dei metalli

G – Come si progetta un lavoro e, da dove si inizia?

B – Solitamente disegno una bozza, un piccolo progetto, poi scelgo i materiali per la realizzazione e mi metto all’opera.

G – Quanto tempo c’è dietro ad una creazione mediamente?

B – Mediamente non saprei dirlo…dipende dalla complessità dell’oggetto, dalla difficoltà di realizzazione ed a volte anche dalla mia vena artistica 😉 per ogni cosa é diverso, per alcuni oggetti impiego qualche ora per altri non mi basta un giorno.

G – Qual è la lavorazione più richiesta?

B – Gli articoli che generalmente vendo di più sono gli orecchini.
Per quanto riguarda la lavorazione ho constatato che il metallo battuto piace molto.

G – In questo momento un po’ particolare che difficoltà incontra un’artigiana come lei?

B– Bisogna dire che la situazione economica generale non aiuta, rendere più concreta un attività come la mia investendo e magari aprendo una vera e propria bottega artigiana (un luogo fisico per intenderci) dove realizzare e vendere i propri lavori affrontando i costi che ne conseguono risulta abbastanza complicato.

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G – Crede che l’Italia sia ancora il posto ideale per questo tipo di lavoro?

B- Non credo che l’Italia sotto questo aspetto sia molto diversa dal resto d’Europa, penso che la cosa importante sia inserirsi nei contesti giusti.

G – Come reagiscono le persone?

B – Le persone che comprendono il valore di un oggetto unico e realizzato a mano reagiscono positivamente, anche quando non acquistano fanno commenti e si incuriosiscono su come vengono realizzate le mie creazioni.
Atre purtroppo abituate alla grande distribuzione stentano ad apprezzare oggetti di questo tipo.
G – Ha in qualche modo portato la sua attività on line? E che tipo di risposta ha avuto?

B– Da qualche tempo ho aperto una pagina Facebook http://www.facebook.com/thesweetleafcreations per far conoscere le mie creazioni e per interagire con altri artigiani come me.
Ho ricevuto molti apprezzamenti positivi ed anche qualche richiesta di lavori su commissione.
In questi giorni sto aprendo uno shop su Dawanda thesweetleaf.dawanda.com dove presto saranno in vendita le mie creazioni…staremo a vedere, io sono positiva! 🙂

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Lavoro GHIRIGORO su commissione

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Ciondolo GHIRIGORO su commissione

Se volete seguire Bianca Carestia potete farlo sulla pagina FB

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Un gioiello come interpretazione surreale della realtà. Vi racconto la storia di Loredana e dei suoi gioielli.

20 Mag

L’affermazione che ogni gioiello sia una scultura in miniatura calza a pennello quando sto per raccontare la storia di Loredana. Mamma a tempo pieno, imprenditrice e fondatrice della sua linea di gioielli LOREART Made in Italy veramente originale.
Parlando con Loredana capisco che i suo gioielli devono essere qualcosa di veramente particolare, di stiloso e unico, quasi surreale e credo di non essermi sbagliata. Un lavoro che nasce dal dal connubio tra abilità manuale, formazione artistica e passione per i gioielli e il risultato di questa fusione ha portato alla nascita di piccole sculture da indossare.
Diplomata al liceo artistico, con una laurea all’Accademia di belle arti di Brera, e un corso di oreficeria alla Scuola Ambrosiana di Milano, con un bagaglio di competenze eccezionali, Loredana decide di buttarsi nel modo della progettazione e di avviare la sua attività. Così nasce la sua line personalissima di gioielli-sculture.

Partita da zero come tanti dopo la gravidanza ha deciso di mettersi in gioco e di dare uno stile a tutto ciò che la circondava ogni giorno. Visionaria e futuristica nella realtà trova l’ispirazione primaria per le sue linee, che prendono il nome dalle cose e dal tempo circostante, nascono così le collezioni FOGLIO MATERIA SPAZIO e VISIONI letteralmente libere interpretazioni del reale e innovative nel design.
Ogni singolo pezzo viene realizzato con la tecnica della cera persa per creare l’elemento che caratterizzerà i gioielli. Il processo creativo prosegue saldando i diversi elementi trasformati in metallo. I singoli pezzi sono ottenuti attraverso la trasformazione  e la ricombinazione originale di elementi ricorrenti, con l’aiuto del filo e delle lastre saldate.

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Anello – Loredana Corallo Design

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Anello – Loredana Corallo Design

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Anello – Loredana Corallo Design

Vengono utilizzati prevalentemente metalli come argento, bronzo e ottone. Anche se Loredana predilige i metalli poveri per  la possibilità di dare loro un’anima trasformandoli con un lavoro di artigianato accurato e sofisticato. Il risultato migliore lo ottiene creando una combo perfetta insieme, plasmando magari l’ argento e poi lavoraci successivamente elementi decorativi colorati e caldi come il rame, il bronzo e l’ottone.

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Girocollo in Argento e Oro

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Girocollo

 

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Giorocollo

Nel suo laboratorio si occupa ovviamente di tutto. Dal design, ricerca delle forme e delle linee, alla progettazione e infine della reperibilità dei materiali che sono di ottima qualità e italianissimi. Nelle sue lavorazione Loredana imprime alle sue collezioni uno stile unico e inconfondibile, un carattere deciso e passionale, autentico quasi volesse incidere la sua anima fino a darle una forma e una vita. Sono Gioielli venuti dal futuro per essere indossati ora, dalle linee decise e morbide allo stesso tempo. Sono opere che possono richiede un tempo che va dalle 2 ore alle 15 di lavorazione mantenendo dei costi contenuti. Ogni creazione si adatta magnificamente alla persona che le indossa diventando parte della persona stessa. Di ogni gioiello ne esiste un pezzo unico, chiaramente riproducibile, e avrà la bellezza di essere lavorato a mano.

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Monorecchino

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Orecchini

Le collezioni sono moderne ed hanno un fascino autentico, sono semplici e eleganti allo stesso tempo e sono la sintesi perfetta di Loredana. Esegue lavori anche su commissione per chi volesse un gioiello personalizzato. Brava Loredana e in bocca al lupo!

Potete seguire e contattare Loredana Corallo sul sito:

http://www.loreart.it

Oppure sulla pagina Fb:

E-Commerce:

http://www.reputeka.com/it/artigiano/loreart

 

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A scuola di Tombolo Aquilano. Parola di Simona Iannini

1 Apr

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Quando è la fantasia a prendere forma. Vi racconto la storia di Jo(vanna) handmade design.

19 Feb

Saltellando qua e la su vari social, e cercando sempre delle belle realtà da raccontare e condividere sono piacevolmente inciampata nelle creazioni della camaleontica Giovanna Monfeli . Così non ho resistito e l’ho disturbata sapendo di fare cosa buona e giusta. Di origine Romana portatrice sana di creatività e originalità da vendere, abbiamo scambiato quattro chiacchiere e mi ha raccontato la sua bellissima storia. Cresciuta tra una nonna sarta e un papà tuttofare nel corso della sua giovane vita ha acquisito le basi per il saper fare e il saper creare oggetti di design per la casa e accessori per rendere perfetta la stanza dei bambini. Per rendere più solide le sue attitudini, (perché nelle cose non mi stancherò mai di ripeterlo non ci si improvvisa, ma si deve studiare tanto!) ha frequentato un corso di grafica e fotografia che l’hanno aiutata a incorniciare una predisposizione nel processo creativo. Perché, per Giovanna “l’ ispirazione è un sentimento, un eccitazione della mente e della fantasia”, un po’ come l’energia che non si crea ne si distrugge ma va solo canalizzata per darle la giusta forma e sostanza. Così nasce la linea di prodotti “Jo handmade design”, originale Made in Italy, con una ricerca costante e una sperimentazione sui materiali continua e unica nel suo genere.

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Giovanna Monfeli – Jo handmade design

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Le mani al lavoro di Giovanna

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Giovanna nel suo laboratorio e il suo tavolo da lavoro

Dalla nonna ha appreso il sapere cucire e mettere insieme i pezzi, dal papà ha capito che un chiodo può essere un grande supporto e che le due cose messe insieme per quanto diverse tra loro, possono funzionare alla perfezione dando vita ai suoi sogni.
Prepara tutorial di cucito per chi vuole esprimere la propria creatività, imparando a realizzare alcuni dei suoi progetti, e ci riesce in un modo a tutto tondo, mettendo a disposizione le proprie tecniche.

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Mongolfiera ralizzata per la stanza dei bambini.

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Particolare mongolfiera

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Tutorial per la realizzazione della mongolfiera

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Ogni singolo pezzo delle sue produzioni è caratterizzato dalla perfezione, dalla scrupolosità dell’eccellente lavorazione. Ogni minimo dettaglio dalla scelta dei materiali alle forme realizzate, sono contraddistinte dalla pulizia di un lavoro eseguito con attenzione e con precisione. Io personalmente adoro le sue mongolfiere che oltre ad essere belle sono forse il prodotto che più la caratterizzano. Hanno personalità, forza, sono magiche, da far impazzire non solo i più piccoli, ma da attirare a se anche noi grandi. Giovanna è un po’ una nuvola, prende forma dalle situazione,  e da ciò con cui si alimenta, si dissolve e si ricompaitta, e tutto questo con leggerezza e con naturalità ma con forza e tenacia.

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Tutte queste caratteristiche l’ hanno portata a mettere al primo posto il proprio lavoro e il suo progetto, alimentato dalla passione e dalla vogla di reinventarsi ogni volta. Anche se l’ Italia attualmente non rappresenta per lei un punto di partenza, per tutte le problematiche che ci sono attualmente, rimane sicuramente un’ ottima base creativa e come ogni artista che si rispetta da quest’ Italia le arrivano le migliori ispirazioni. “Jo handmade design” è una linea genuina, pulita, che piace subito ed è il risultato perfetto tra fantasia e metodo. Giovanna Continua così e In bocca al lupo.

Potete seguire Giovanna sulla sua pagina Fb:

https://www.facebook.com/JoHandmadeDesign/?fref=ts

oppure se siete interessati ad acquistare :

http://www.etsy.com/shop/JoHandmadeDesign

 

 

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Testa o croce? Ve lo dice Chiara Sciortino!

2 Apr

Ricominciamo con un bel post dedicato ad una ragazza veramente ingamba e che mi ha colpito in modo particolare per la sua forza d’animo. Oggi vi racconto con molto piacere la storia di Chiara Sciortino Orafa e mamma a tempo pieno.
Ho sempre subito il fascino dei metalli e la loro forza, mi ha sempre incuriosito come potesse venirne fuori un gioiello da poter portare addosso che attirasse l’attenzione.
Sul web ho trovato Chiara e mi ha letteralmente coinvolto in questo. Siciliana doc 28 anni con la forza di una tigre anche quando la sorte ti volta le spalle. Laureata e con un esperienza alle spalle di operatore socio culturale sempre attenta alle tante situazione che la sua terra le pone ogni giorno, e sempre in bilico sul fare le valige oppure rimanere. E si perché in questo periodo ci vuole più coraggio a restare invece che partire. Chiara ha sempre avuto una buona predisposizione creativa, creava oggetti e borse con materiale di reciclo, sempre con un occhio di riguardo verso l’ambiente, e offriva corsi per il riciclo creativo. La svolta avviene dopo una piccola vacanza a Stromboli, dove girovagando con i suoi amici viene catturata dalla bellezza di un ciondolo che l’attrae a tal punto che comincia a maturare la volontà di voler lavorare con i metalli e creare gioielli.

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Chiara Sciortino a lavoro

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Chira mentre sceglie le sue monete.

Fino a qui sembrerebbe tutto normale. Quando torna nella sua città comincia subito la ricerca di uno studio e si reca presso l’unico orafo della sua zona e con estrema umiltà, qualità che adoro di questa ragazza, comincia come apprendista a lavorare nella bottega. Chiara è letteralmente travolta da questa attività e rimane li per circa tre anni dove studia e apprende tante tecniche di lavorazione, impara a conoscere le materie prime, le temperature, i pregi e i difetti di ogni singolo metallo, impara a plasmarli a sua volontà creando oggetti meravigliosi, che la rappresentano in pieno, che rappresentano la sua personalità e la sua resistenza alla vita. Sono gioielli forgiati sulla sua anima. Chiara piano piano trova la sua forma e la sua strada, fino a quando un giorno un amico le commissiona di creare un gioiello da regalare. E qui scoppia la scintilla tra Chiara e le monete. Comincia a cercare una soluzione piu economica e pensa ai gettoni che le piacciono tantissimo. Hanno disegni belli sulle facce, e pensa che invece di fonderli vadano lavorati mantenendone forma e disegni, ma adattandola per un un anello.

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Da qui Chiara comincia a creare i suoi gioielli con le monete e da vita ad una mini collezione “metalli umili”. Lavora tutti i tipi di moneta e le adatta ai diversi design. Metalli umili perché le monete sono fatte spesso di rame, e Chiara riesce a dare pregio e valore, e lo fa con un lavoro unico, certosino riportando alla luce la figura della moneta antica oggi deprezzata, ma che un tempo era un vero e proprio mezzo di scambio.

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Chiara ricerca personalmente le monete e le studia, cercando di capire come deve essere rivalorizzata e come adattarla ad una seconda vita.  Ne esalta i disegni e sopratutto la storia e mantiene l’unicità di ogni singolo pezzo. Le accarezza ed è come se sapesse in quali mani siano state e tutta la strada che hanno fatto per trovarsi da lei, per essere vestite di una nuova vita e per andare da altre persone. Sa abilmente unire il passato con un design moderno e accattivante che difficilmente lascia indifferente. Se avete monete da scambiare fatele sapere perché lei ne è in contuina ricerca. Brava Chiara e in bocca al lupo!

Citazione

Grazie e ancora grazie!

17 Dic

Un grazie a tutti coloro che seguono da un po il blog e chi lo sta facendo ora, grazie per dare il supporto necessario a questa piccola iniziativa che ha come obiettivo di aumentare l’informazione sul Made In Italy del nostro territorio. Rinnovo l’invito a chi volesse collaborare con noi, apportando a questo piccolissimo spazio, la propria attività e le proprie creazioni. Perché crediamo fortemente nelle risorse creative che sono presenti qui in Italia, perchè per Made in italy non intendiamo solo i prodotti ma sopratutto il processo creativo che ha fatto si che una buona idea diventasse un ottimo prodotto. Perchè abbracciamo l’idea che IL MADE IN ITALY è di moda!!! Per info e collaborazione scrivete a ghirigoro17@gmail.com

CMM di Clara Minasi

16 Dic

Ad attirare la mia curiosità questa volta sono le fantastiche creazioni CMM di Clara Minasi, classe 1984.
Scarpe dal design veramente particolare e dal made in Italy come marchio di altissima qualità.
Calabrese di nascita e milanese di adozione, dopo aver conseguito gli studi si specializza nel design della calzatura ed accresce la sua professionalità lavorando in diverse realtà aziendali da Roma fino a Civitanova Marche che, per esperienza personale, credi si possa definire il regno delle scarpe.
Ma quando si hanno tutte le carte in regola, come Clara, difficilmente ci si accontenta di lavorare per altre aziende, cresce sempre di più la consapevolezza che creare un marchio proprio sia la strada giusta da seguire. Perché Clara crea dei prototipi, conosce il mestiere, sa disegnare e plasmare i materiali dando vita a delle calzature originali, dalle forme morbide e confortevoli, piacevoli da mettere ai piedi, che ti fanno entrare in un sogno perché ricche di particolari ed accessori, e dai colori stupendi. Lo fa, seguendo sempre quelle che sono le tendenze e riuscendo a capire ciò che alle donne piace indossare.

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Bozzetto e prototipo di Clara Minasi

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Così nel 2013 nel grande panorama della moda milanese Clara fonda la sua prima linea di calzature CMM e si affaccia in questa piazza dove ben pochi possono e riescono a stare. E lo fa presentando un prodotto che ha, per me, una caratteristica importantissima, è made in Italy al 100%. Perché per Clara dare questa denominazione alle proprie creazioni vuol dire mettere in una scarpa tutto l’artigianato italiano. Ad esempio la scelta accurata delle materie prime, come croste scamosciate, nabuck, e tessuti come lane e tartan, viene effettuata da Clara in aziende italiane. Tra le tante cose le piace unire stili, mixando materiali diversi. Sperimentando. Ogni scarpa è il risultato di una lavorazione fatta interamente a mano.

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Le mie preferite…

Ma come ogni imprenditore Clara è sempre in movimento e non si ferma mai, infatti sta lavorando ad un nuovo progetto. Darà vita ad un ufficio stile, a Milano, in grado di affiancare le aziende di moda nel processo di ideazione e creazione di nuove collezioni di calzature. Inoltre sta già sviluppando una rete di vendita finalizzata a esportare il suo prodotto all’estero, mantenendo sempre la piccola produzione in italia, continuando a portare la denominazione di MADE IN ITALY, ma allargando la clientela. È  giovane ma già con le idee molto ben definite.
Io l’ho adorata da subito e le faccio il mio personalissimo in bocca al lupo, spero di farla amare anche a voi!

Per seguire Clara Minasi o per contattarla:

fb: www.facebook.com/CMM.ClaraMinasi

Sito e-commerce: http://www.claraminasi.com

Email: info@claraminasi.com

“FUD” il piatto è servito! La storia di Francesco.

16 Nov

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Per Francesco Cinapri creativo di nascita vale il detto parla come mangia. Si scrive Fud e si legge Fud il primo vero cooking lab in Abruzzo, tutto rigorosamente made in italy. E’ un laboratorio creativo e si trova Montesilvano Colle, nello spazio BR1, un laboratorio di idee capace di comunicare e di promuovere le attività culturali legate all’enogastronomia. Insomma un luogo dove scambio, progettazione e soprattutto comunicazione la fanno da padrone. Francesco è un grafico con la passione per la cucina, e da questa forte combinazione nasce l’idea di creare un luogo di condivisione per le persone che come lui, amano i sapori della tavola, cercando di introdurle in un mondo fantastico, fatto di colori sapori spezie farine e capire di più su quali sono le dinamiche legate alla preparazione di particolari piatti, rendendole parte integrante della creazione di un piatto fino ad arrivare alla composizioni e alle finalizzazioni di esso, avendo cura, passione, gusto e insegnando il “tocco” dello Chef che rende ogni piatto unico.

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Francesco Cinapri ai fornelli

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Fud organizza periodicamente degli eventi che hanno la particolarità di essere sempre diversi, accompagnati ogni volta da una performance  artistica o mostra d’arte per tenere sempre alta l’attenzione degli ospiti e non farli annoiare. Ad ogni cena verrà abbinato un ottimo vino locale e ogni volta sarà ospite il produttore per spiegare il prodotto e l’abbinamento fatto. Insomma Tradizione Creazione innovazione e ottima qualità sono le carte vincenti di Francesco Cinapri di cui sono sicura sentiremo ancora parlare. Il prossimo evento che Fud organizza è per lunedì 18 Novembre ore 20,30 per una cena illustrata da Marcello Spadone a tutto baccalà’ e con mostra di Sandro Visca.

Per info e prenotazione
http://www.assofud.it
o visitate la pagina fb
https://www.facebook.com/assofud
e buon appetito!