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Words Into Shapes – The Graphic Art of Calligram

20 Giu

Ciao a tutti, questa volta vi presento un progetto uscito pochissimo tempo fa, a cui ho avuto l’onore di partecipare e del quale scusate ma sono molto orgogliosa. Come ben sa chi mi segue da un po’ di tempo, ho una grande passione per le lettere, alfabeti e calligrafia vecchio stile fatta di inchiostri e pennini in generale e la propensione a disegnare usando prettamente solo questi elementi, dando vita ai miei amati calligrammi, motivo per cui e’ nata tutta la linea e il progetto di Ghirigoro Made In Italy , proprio perché mi piaceva l’idea che i miei disegni se ne andassero liberi in giro. Questa volta abbiamo superato il confine Italiano ( e qualcuno, me compresa potrebbe dire “era ora!”), approdando alla Spagna! Qualche mese fa, sono stata contatta da Daniele Tozzi, Lettering Artist del panorama romano e italiano, che in maniera del tutto inaspettato mi propose, se avevo il piacere di collaborare con lui, con le mie “opere” ( già qui sono in un brodo di giuggiole) per un progetto editoriale che stava curando per conto di una casa editrice Spagnola, la MONSA, per una raccolta di calligrammi, insieme a tanti altri artisti sia italiani che esteri. Come potrete ben pensare ho impiegato circa ben 2 secondi nel dire di si, e così è partita questa avventura che dopo un accurato lavoro nei minimi dettagli e nella ricerca, finalmente ha visto la luce.

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Ghirigoro & Daniele Tozzi

ll libro/raccolta si intitola WORDS INTO SHAPES – THE GRAPHIC ART OF CALLIGRAM e tra i vari artisti, potete trovare le opere del grande Daniele Tozzi, linee pulite, forme e geometrie perfette, Luca Barcellona, il maestro del lettering, Schin Loong che non conoscevo, ma da subito ho amato i suoi calligrammi per l’efficacia la bellezza e l’eleganza del tratto. Troverete Glenn Wolk, straordinario nella composizione,
eL Seed i cui murales mettono una certa soggezione solo a vederli in foto, immaginate il livello altissimo delle sue opere, Peter Strain, poetico emozionale, connubio perfetto tra illustrazione e lettering, l’esempio perfetto di un calligramma che riesce ad arrivare al punto. Potrei fissare le sue opere per ore senza staccare lo sguardo. troverete le pecore di Taras Makar, esilaranti! Oltre ai sopra citati sono presenti molti altri lettering artist, tra cui la sottoscritta, che a testa bassa ma molto bassa è stata inserita tra questi colossi. Vi consiglio il libro a prescindere dal fatto che ci sono, ma sopratutto perché credo sia una grande e ottima raccolta di immagini sui calligrammi che difficilmente si trova in giro, per cui un paio di birre in meno ma tanta veramente tanta bellezza da avere in casa a portata di mano. Oltremodo Daniele Tozzi da grande artista, vi spiega il metodo per creare calligrammi per cui potete divertirvi nel dare forma alle parole come meglio credete. L’arte è ancora più bella quando diventa accessibile e fruibile a tutti. Io sono presente alle pagine 13 con la “ Donna con cappello – 2015 “ in mezzo a Guillame Apollinaire e Luca Barcellona, e a pag 25 con “Schiena – 2007 “ vicino a Daniele Tozzi. E’ un ottimo libro per grafici e illustratori e per chi comincia ad affacciarsi al lettering, Ottimo strumento di studio per apprendere diverse tecniche e diversi modi di rompere le regole e rendere personale un’ opera, su come utilizzare i pieni e i vuoti, vedere diversi stili, e la differenza del tratto che cambia in base alla tipologia al tema e al soggetto da illustrare. Perciò consigliassimo! E ancora una volta ringrazio ufficialmente Daniele per la grande opportunità che mi ha dato dimostrando stima e apprezzamento per i mie lavori! Grazie grazie!!

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Daniele Tozzi

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Luca Barcellona

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Ghirigoro – Giovanna Bronico

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Schin Loong

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Peter Strain

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Glenn Wolk

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eL Seed

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Ben Duarri

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Sito : http://danieletozzi.it/

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

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Giovani scrittori crescono. Vi presento Giampiero Margiovanni.

2 Mag

In questi ultimi tempi sto notando come tanti Abruzzesi stiano intraprendendo dei percorsi meravigliosi in particolare nella scrittura e nella pubblicazione di un libro. Cosi mi sono messa in contatto con loro per farveli conoscere perchè ritengo importante anche questo tipo di Made In Italy. Do il via Con Giampiero Margiovanni che ha presentato poco tempo fa il suo primo libro I SOGNI NELLE LACRIME che ha gia riscosso un notevole successo. Paragonato al nuovo Ammaniti con il suo thriller dalla narrazione e dallo stile impeccabile che tiene incollati alla lettura fino all’ ultima pagina, degno di un grande scrittore.  Complimenti Giampiero e in bocca al lupo!

Buona Lettura

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Giampiero Margiovanni – Scrittore

G – Chi è Giampiero Margiovanni e parlaci un pò di te.

GM – Ho 27 anni, sono di Atri precisamente vivo una piccola frazione chiamata Treciminiere, sono laureato in Mediazione linguistica, attualmente lavoro come assistente alla direzione per il brand We Positive, ma ho diverse passioni e hobby tra cui la scrittura appunto e il teatro, infatti faccio parte di una compagnia teatrale chiamata Les enfants Rouges e da novembre frequento un corso di teatro che si tiene a Pescara da Giampiero Mancini.

G – Come ti sei affacciato alla scrittura e quando hai iniziato a scrivere?

GM – Il mondo dei libri mi ha sempre appassionato, prima di tutto come lettore..ma fin da piccolo ricordo che scrivevo e inventavo storie, in un tema alle medie scrissi pure che da lì a qualche anno avrei pubblicato un romanzo…anche se non è avvenuto proprio “qualche anno dopo”…però è successo.

G – Il tuo libro, come è nato?

GM – Il mio primo romanzo si chiama I sogni nelle lacrime e nasce 20 anni fa da un incubo che fece la mia bisnonna. Sognò che io e mio cugino e lei venivamo rapiti e rinchiusi in una vecchia casa…quel sogno mi è sempre rimasto impresso nei ricordi e mi ha dato la base su cui costruire tutto il racconto…anche perché poi il racconto differisce molto dal sogno fatto 20 anni fa dalla mia bisnonna.

G – Ci racconteresti in breve di cosa parla?

GM – Parla di nonna Angelica Max e Leo due fratellini suoi nipoti. I tre vengono rapiti dal Bulgaro e dal suo complice Giovanni per dei loschi traffici di una banda dell’est europa. Nel bel mezzo del racconto nonna e nipoti scoprono di non essere così lontani da casa e tentano la fuga…

G – che importanza ha avuto la tua famiglia in questo progetto?

GM – La mia famiglia mi è sempre vicina in tutto quello che faccio per fortuna…quindi anche questa volta a modo loro mi hanno incoraggiato.

G – Pensi che sia stato difficile arrivare fino alla pubblicazione?

GM – Si perché purtroppo non basta essere bravi bisogna avere anche fortuna…ritengo di essere comunque un privileggiato ad avere una casa editrice che punta su di me in quanto Solfanelli è tra i migliori editori abruzzesi. Poi se sono anche bravo lo lascio decidere a chi leggerà il mio libro.

G – Cosa Pensi del panorama italiano editoriale ? Oppure meglio l’estero?

GM – Da quello che so io all’estero, soprattutto negli Usa, si fa molto più scouting e si investe di più…mi è capitato di sentire di case editrici italiane che pubblicano ragazzi giovanissimi senza nemmeno leggere i manoscritti, magari hanno tra le mani il nuovo Follett e nemmeno se ne sono accorti, e abbandonano gli autori a se stessi…come anche c’è chi pubblica cose improponibili di autori che non sanno nemmeno parlare l’italiano.
Secondo me bisognerebbe pensare di più prima di dire no o sì a un autore.

G – Quanto hanno influito i social nel tuo progetto?

GM – Penso che siano un’ottima vetrina, ma non hanno inciso molto nel mio caso… Sicuramente ci sono grandi margini di crescita in quel campo.

G – Cosa ha significato per te questo lavoro?

GM – Credo che sia una grande cosa..non solo per me ma per chi scrive in generale..poter rendere reale ciò che fino a qualche tempo fa era solo un’idea in testa non è da tutti. Purtroppo definirlo lavoro è esagerato perché sono in pochi quelli che riescono a vivere di arte.. ma ci stiamo adoperando in quella direzione.

G – Cosa ti senti dire a chi inizia a scrivere oggi?

GM – Inanzitutto di non piegarsi all’editoria a pagamento, tenere un anno in più il manoscritto in cantina è sempre meglio che regalarlo al primo che passa solo per smania di pubblicazione…e poi voglio dire di crederci perché se non ci credi tu in prima persona non ci crede nessuno.

G – Quale scrittore ti ha più influenzato?

GM – Sicuramente Niccolò Ammaniti. Qualcuno ha insinuato che il mio stile sia molto simile al suo…speriamo non si offenda nessuno…

G – Cosa ti aspetti per il futuro?

GM – Ho in cantiere un altro libro e spero di finirlo entro la fine dell’anno.

G – un tuo parere su chi cerca di fare impresa in Itala oggi?

GM – Sarò banale…purtroppo l’Italia taglia le gambe a chi prova ad affacciarsi nel mondo imprenditoriale piccolo o grande che sia. Conosco persone a cui, nonostante l’andamento positivo degli affari, è convenuto chiudere la propria attività piuttosto che mettersi in regola con tutte le norme e leggi.

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I Sogni nelle Lacrime – Copertina

 

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Per ordinare il libro I SOGNI NELLE LACRIME:

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

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Illustrazione Italiana, Vi presento Rosalba Cafforio.

5 Apr

Conosco Rosalba Cafforio da un pò di tempo, abbiamo condiviso un percorso lavorativo insieme, stesso ufficio ma in collezioni diverse, e mi ha sempre entusiasmata il suo modo di disegnare e la mano che avesse, espressiva originale bella, pulita e molto glamour. Cosi ho deciso di intervistarla per il Blog perchè ho voglia di dare spazio qui sopra ai giovani illustratori emergenti che si occupano di moda. E’ artigianato anche questo oltre a essere pura poesia! Ad inaugurare queste interviste ho scelto lei perchè la ritengo straordinaria, perchè è una giovane mamma ed è sposata. Ne è venuta fuori una bella intervista, un grande inno all’ Italia, alle donne, e quando una famiglia e la maternità non sono un ostacolo ma solo grande motivazione. Complimenti Rosalba e in bocca al lupo!

Buona lettura

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ROSALBA CAFFORIO

 

 

G – Chi è Rosalba Cafforio ?

R- Un’ illustratrice italiana specializzata nel settore fashion & beauty.

G – Quale è il tuo stile?

R – Ho iniziato con quelle che scherzosamente definirono le “big headed girls”, un modo come tanti per connotare uno stile e tentare di renderlo memorabile.

Il primo esperimento che ha raggiunto un qualche risultato apprezzabile di pubblico resta una delle mie creazioni preferite: contaminazione della mia esperienza come figurinista di moda con i personaggi super deformed giapponesi ed il sumi-e. Digitale. Fu considerata una bestemmia da qualche purista della carta. E del pennello che tanto mi costò abbandonare in favore del nuovo processo a base di tavoletta Wacom, più versatile in editoria.

Le mie “testone”, purtroppo, dureranno poco più di qualche altro piccolo successo: durante una portfolio review dell’agosto 2016, una professionista dell ‘AOI londinese di cui sono socia mi suggerì di proporzionare più realisticamente le figure per poter lavorare nel settore fashion & beauty. Da allora la mia ricerca di stile è in costante evoluzione e sempre lo sarà, sotto l’occhio benevolente di un BIG dell’illustrazione fashion & beauty che mi segue e che non smetterò mai di ringraziare.

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LINESY per PRADA  SS2016

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DOLLS per CHANEL SS2016  HAUTE COUTURE

G – Come la maternità ha migliorato il tuo lavoro?

R – Sono sempre stata molto sensibile. La maternità ha accentuato questo aspetto che è insieme forza e debolezza del mio essere. Ringrazio il cielo per questo e cerco, attraverso il mio lavoro, di trasmettere al mondo un po’ della bellezza che oggi, dopo tanti anni vicina alle controculture, scelgo di vedere a questo mondo. Dolores Abernathy docet. Che io riesca o meno a farlo dovrà dirlo qualcun altro, si tenga presente che l’obiettivo è quello.

G – Come mamma e donna di famiglia come riesci a organizzare il tuo lavoro?

R – Rigore da caserma, l’opposto di quello che -nell’immaginario collettivo- è lo stereotipo dell’artista scanzonato sdraiato al sole con una margherita in bocca. Sveglia all’alba e un supermarito a supportarmi. Quando i miei uomini si alzano io ho già disegnato due ore e preparato la colazione. Poi ho un’altra mezza giornata tutta da dedicare all’illustrazione. Di nuovo cambio casacca, torno ad essere la padrona di casa e mi dedico a mio figlio e mio marito. A letto con le galline ovviamente. La massima trasgressione -soprattutto sotto consegna- è fare binge watching fino a mezzanotte di una qualche serie che mi prende particolarmente. Breaking Bad in questo periodo.

G – Come si progetta un lavoro e da dove si inizia?

R – Da un brief. L’illustrazione di moda è un lavoro di arte applicata. «L’arte un tempo era difficile da fare, facile da capire. Oggi, al contrario, è facile da fare, difficile da capire» Stando a questa provocatoria definizione del Crespi, penso che quello dell’illustratore di moda debba essere un lavoro più vicino a quello dell’artista di un tempo, che partecipi nel suo piccolo e nella maniera più inclusiva possibile a costruire un’ideale di bellezza condiviso. Ogni progetto parte da un input da tradurre in una ricerca. Il che genera un moodboard e la creazione di uno o più personaggi a cui si cerca di dare un’anima prima ancora che dei connotati e l’inserimento in una composizione. Sono contenta quando una buona esecuzione riesce contemporaneamente a raccontare una storia. Sto lavorando proprio in queste settimane ad una gran bella storia raccontata attraverso diverse tavole, ma non posso dire nulla di più al riguardo per il momento. Di lavori risultati in un mero esercizio di stile incomprensibile ai più ne ho pieni i cassetti. Chiusi a chiave.

G – Quanto tempo c’è dietro ad una creazione mediamente?

R – Quanto me ne dà il committente. Attualmente sviluppo su due linee, una “lepre” ed una “tartaruga“. Com’è ovvio, tempi “tortoise” portano a lavori più dettagliati, ma non è detto che siano migliori di quelli cosiddetti “hare“. Dipende dall’obiettivo da conseguire.

G – Cosa ti ispira?

R – Tutto. L’ispirazione di oggi potrà essere una fioritura, ho un meraviglioso kanzan in giardino che sta sbocciando in questi giorni. Il basso di mio marito a prendere polvere sopra una pila di vecchi numeri di Vogue, un bel libro, un incontro atteso, un vecchio pezzo alla radio, una passeggiata tra paese e campagna, una domenica piovosa con una tisana dietro al vetro, un viaggio, un fumetto sconosciuto ai più, un gatto che punta un insetto, un lungometraggio di Miyazaki guardato insieme a  mio figlio. Un ricordo della mia vita passata, ho avuto la fortuna di viverne almeno tre abbastanza eterogenee a soli 32 anni. Non ho una ricetta dell’ispirazione universalmente valida, ma la parte di giornata da illustratrice la spendo con musica di ogni genere sempre nelle orecchie. Nina Simone in questo periodo.

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ELECTRA per MIUMIU SS2017

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LULU per KENZO HM CAPSULE FW 2016

G – In questo momento un po’ particolare che difficoltà incontra una professionista come te?

R – Riuscire a ricavare con le mie sole forze una nicchia dove vivono i giganti del mestiere. Sentirmi grande nello stagno rassicurante dei pesci piccoli non renderebbe giustizia a questo sforzo collettivo di tutta la mia famiglia.

G – Credi che l’Italia sia ancora il posto ideale per questo tipo di lavoro?

R – L’Italia è una sposa che porta in dote un fardello pesante rispetto a quello che grava sui miei omologhi di oltremanica e di oltreoceano. A questi colleghi, con cui spesso mi confronto, è molto difficile far capire che vivere in Italia non è esattamente il giro di gondola che immaginano. In linea con quelle che sono le loro aspettative invece, c’è da dire che vivere in Italia è una fonte di ispirazione senza fine. Dietro l’angolo. Il prezzo è caro, il tempo mi dirà se ne sarà valsa la pena. A dare una mano ed un incoraggiamento ci pensano gli amici di Illustri, una giovane e dinamicissima Associazione che raccoglie le migliori matite della penisola.

G – Meglio committenti stranieri o italiani?

R – Meglio committenti seri, in Italia o all’estero.

G – Credi nel made in italy?

R – Urca! Vivere nel bello aiuta a produrre il bello, indubbiamente. Contaminatevi d’Italia quanto più potete amici stranieri, il vostro lavoro artistico ne gioverà.

G – Quanto è importante il web per il tuo lavoro?

R – Fondamentale, l’internet accorcia di molto le distanze. Viviamo tempi estremamente interessanti (in senso buono, non nel senso della maledizione cinese).

G – Che consigli puoi dare a chi ti segue e a chi vorrebbe intraprendere questa carriera?

R – Obiettivi chiari e misurabili, un bel bagaglio di esperienze e tanta pazienza! I risultati arriveranno. Chiudo condividendo un consiglio del mio mentore, colpevolmente decontestualizzato e qualsiasi cosa ci leggiate: «Don’t lose the fashion».

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ALICE per DG FW 2016

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Puoi seguire Rossalba Cafforio direttamente sulla sul sito:

http://www.rosalbacafforio.com 

Oppure direttamente sulla suo profilo Instagram: 

https://www.instagram.com/rosalbacafforio/ 

Puoi acquistare su:

https://www.casetify.com/rosalbacafforio/collection

 

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Giovanna Bronico – Autrice Blog

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Pamphile…come Un filo a ciel sereno!

18 Set

Appena ho letto il nome Pamphile non so perché, ma mi ha dato subito la sensazione di qualcosa di estremamente morbido e caldo, chi si intende di cultura e divinità greche avrà già capito invece che si tratta di una dea che ha il merito di aver scoperto ed insegnato la filatura e la tessitura, della seta selvaggia autoctona dell’Isola di Coo. Questa volta vi racconto con estremo piacere la storia di Giulia Ciuoli, originaria di Siena e fondatrice di Pamphile. Ho avuto modo di conoscerla sul web e diciamo che mi è bastato un secondo per diventare una sua grandissima fan. Giulia dopo aver terminato gli studi d’arte ha intrapreso un percorso alternativo o comunque insolito. Per caso e veramente come un fulmine a ciel sereno comincia a lavorare in un laboratorio di tessitura manuale a Siena, un’esperienza che dura 2 anni e nella quale si forma e si specializza nell’ antico mestiere di tessitrice. E come per i tessuti, trama dopo trama, Giulia prende forma e struttura e comprende che tutto ciò che aspettava di fare era quello di intrecciare fili per dare vita a dei capolavori dal sapore autentico ma con una coscienza molto moderna anche per la scelta di utilizzare fibre autoctone. Nel corso degli anni vince diversi premi e riconoscimenti e continua la sua specializzazione nel settore laureandosi alla Fac di Architettura di Firenze in Tecnico di progetto in Tessile che le ha consentito di inquadrare meglio le logiche industriali di questo settore. Studia l’ecodesign al Master Ecodesign&Ecoinnovaione, presso la Fac di Architettura di Camerino. Un premio in particolare le ha permesso di oltrepassare i confini italiani e grazie alla vincita di una borsa di studio è volata a Kyoto, dove nel 2008 va a lavorare in due importanti laboratori tessili, immersa e circondata da quella terra straordinaria e ricca di cultura qual’è il Giappone.

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Giulia Ciuoli nel suo laboratorio

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Lo studio di Giulia

Ad oggi svolge la sua attività nel suo laboratorio dove antico presente futuro e ambiente sono gli elementi principali delle sue creazioni.
Le produzioni di Giulia sono uniche, sono singolari, emanano il fascino di un antico mestiere. Si percepisce la magia che ogni produzione ha, immagini subito il rumore della navetta che passa intrecciando attraverso i fili e ascolti il rumore che fanno le mani tirandoli, vedi i movimenti svelti e puliti che le dita eseguono senza creare impicci o confusione, riesci a immaginare questo meraviglioso caos controllato, lo vedi, te lo senti addosso, e ti accorgi di quale morbidezza possiede una tale arte, e poi sei colpito dall’aspetto che questi lavori hanno. Sono freschi sono adatti ai nostri ritmi di vita, possono essere tranquillamente indossati e stare meravigliosamente bene con tutto il resto. La bravura di Giulia è questa. Ha saputo unire antico e moderno in un prodotto unico e speciale dove la ricerca delle fibre autoctone Italiane è fondamentale. Ha mantenuto la tradizione delle lavorazioni seguendo le tecniche degli antichi laboratori inserendo però, materiali, trame e decorazioni dalle linee nuove e originali. Giulia è un’imprenditrice di successo che esporta nel mondo la sua linea di prodotti che spaziano dall’abbigliamento all’arredamento ed è apprezzatissima per questa sua particolarità.

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La rocchettatrice

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La spoletta

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Le trame dei filati

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La tessitura di Giulia

Ha avuto la bravura di riportare in giro un mestiere oramai dimenticato non apprezzato e sottovalutato, e lo ha riportato alla luce e fatto riconoscere a tanti e dalle istituzioni pubbliche che continuano a darle diversi riconoscimenti. Le materie prime sonosoprattutto italiane, la ricerca e la manifattura viene eseguita direttamente e unicamente da Giulia che elabora anche su commissione pezzi personalizzati.

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Portapane canapa

PAMPHILE® AUTOCTONIA (particolare)

Particolare Fibra autoctona italiana

PAMPHILE®cuscini lino, cotone, lana cm 60x60

Cuscini realizzati da Giulia

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Mod. Maddi

In italia si sa in questo momento portare avanti dei progetti così complessi non è assolutamente facile sia per il carico fiscale sia per una serie di problemi che ogni imprenditore ha, ma a volte l’amore per questo paese supera di gran lunga l’odio e lo sfinimento, perché siamo ancora degni di portare avanti Il nostro amato Made In italy, e Giulia lo fa riportando alla luce vecchi mestieri, motivata dal legame per la nostra terra e dai mestieri legati ad essa. Se vi posso consigliare date uno sguardo alle ultime creazioni di Giulia, alla collezione di cravatte ” Traccia” caratterizzata da un design tessile che ripropone il territorio circostante trattandolo come una texture, riportandolo sul tessuto, tessendolo.

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Particolare della linea cravatee “Tracce”

O alle Bomboniere per i matrimoni create con una tecnica giapponese, lo shibori, che da un effetto tridimensionale. Eccellente è l’unica cosa che mi viene in mente. Brava Giulia in bocca al lupo!

 

Continuate a seguire Giulia Ciuoli e la sua attività sul sito

www.pamphile.it

oppure sulla pagina Fb

https://www.facebook.com/pamphiledigc?fref=ts

per contattare Giulia se siete interessati alle sue produzioni

info@pamphile.it

 

Per Info e collaborazioni con il blog potete contattarmi direttamente sulla pagina Fb di GHIRIGORO T-SHIRT & ACCESSORI:

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